Scattate le prime foto con il sensore digitale più grande del mondo, e hanno fotografato un...



Gli scienziati dello SLAC National Accelerator Laboratory del Dipartimento dell'Energia a Stanford negli Stati Uniti hanno appena scattato le prime foto da 3.200 MP al mondo utilizzando una matrice di sensori di immagine che diventerà il cuore della più grande fotocamera digitale del mondo. Composta da 189 sensori CCD da 16 MP disposti insieme a mosaico, la matrice diventerà il nucleo della LSST (AKA la "fotocamera digitale più grande del mondo") che sarà operativa presso l'Osservatorio Vera C. Rubin in Chile.

Per ora, tuttavia, è ancora in fase di costruzione e test allo SLAC National Accelerator Laboratory del Dipartimento dell'Energia a Stanford, ed è lì che sono state scattate le prime fotografie da 3.200 MP al mondo ovvero 3,2 Gigapixel.


La matrice è larga oltre 60 cm e progettata secondo specifiche estreme, una volta in uso, vanterà un piano focale abbastanza ampio da catturare una porzione di cielo che equivale a circa 40 lune piene allineate fianco a fianco. E grazie all'ottica e all'ingegneria utilizzate, presumibilmente sarà in grado di individuare oggetti 100 milioni di volte più deboli di quanto si possa vedere ad occhio nudo, l'equivalente a individuare una candela da migliaia di km di distanza.


"La sua risoluzione è così alta che potresti individuare una pallina da golf a 25 km di distanza. (Greg Stewart / SLAC National Accelerator Laboratory)"


E cosa avreste scelto voi per testare questo potentissima e unico sensore?

Beh loro hanno scelto dei broccoli! La scelta che potrebbe sembrare assurda in realtà ha un suo senso, difatti è stato scelto per la sua trama altamente dettagliata. Il soggetto della prima fotografia digitale da 3.200 MP al mondo è stata una testa di romanesco, un tipo di broccolo che probabilmente avete pure mangiato.

Per catturare effettivamente l'immagine, i ricercatori hanno prima dovuto posizionare la matrice all'interno di un criostato, un apparecchio utilizzato per mantenere a basse o bassissime temperature altre strumentazioni, per raffreddarlo fino alla sua temperatura operativa di -60 gradi centigradi .

Il broccolo romanesco è stato quindi collocato all'interno di una scatola con illuminazione interna e un foro stenopeico da 150 micron sulla parte superiore, che proiettava l'immagine direttamente sul piano focale senza ottica.

La cosa fondamentale, non è stato tanto fotografare il broccolo in se, quanto poterlo fare con questa fotocamera. Sicuramente quando sarà operativa ci permetterà di scoprire molto di più sull'universo che ci circonda. Progetto Starlink della SpaceX permettendo ;)


Image credits: Header photo by Jacqueline Orrell/SLAC National Accelerator Laboratory


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