I Russi fotografarono il lato oscuro della luna 59 anni fa, involontariamente grazie a Kodak e agli


Pochi giorni fa è atterrato il rover Cinese Chang'e 4 sul lato più lontano della luna ed ha scattato la prima immagine dal suolo di questo emisfero ma, l'Unione Sovietica aveva già fotografato il "lato oscuro" 59 anni fa con un piccolo aiuto involontario da parte di Kodak e un programma segreto della US Air Force.

Nella splendida giornata del 5 maggio 1945, una donna incinta di 26 anni e cinque bambini decisero di fare un picnic nella foresta di Gearhart Mountain nell'Oregon meridionale e mentre cercavano un posto per fermarsi, videro uno strano pallone steso a terra. Purtroppo era un "arma militare" giapponese che esplose, senza lasciare alcuna possibilità di sopravvivenza alle povere vittime che divennero le uniche morti conosciute negli Stati Uniti come "risultato di azioni nemiche durante la seconda guerra mondiale".

Il personale militare che arrivò sulla scena in poche ore e vide che c'era della neve ancora sotto al pallone mentre in tutta l'area circostante si era sciolta, concluse che la bomba ed il pallone erano caduti sul terreno diverse settimane prima e che erano rimasti inesplosi fino all'arrivo della sfortunata comitiva.

Non era la prima volta che i militari scoprivano quel tipo di pallone esplosivo negli Stati Uniti. All'inizio di quell'anno, l'Office of Censorship inviò un messaggio ai giornali e alle stazioni radio per chiedere loro di non menzionare questi palloni, ma il divieto alla stampa fu revocato dopo l'incidente dell'Oregon per garantire che la popolazione fosse messa in guardia contro la minaccia di questi oggetti pericolosi.

L'esercito americano si interrogò sulla provenienza di questi oggetti e l'indagine rivelò rapidamente l'origine giapponese dei palloni pensando che fossero stati rilasciati vicino alla costa da sottomarini nemici.

Dopo la sconfitta del Giappone nello stesso anno, si resero conto che questi Fu-Go o mongolfiere erano un'arma a lungo raggio lanciata dal nemico direttamente dalla terraferma giapponese. Questi palloni pieni di idrogeno riuscivano a trasportare circa 30 chili di esplosivo e una bomba incendiaria, progettata come un'arma economica destinata a sfruttare il vento d'alta quota sopra l'Oceano Pacifico e a sganciare bombe su città, foreste e terreni agricoli americani e canadesi.

Le migliaia di palloni lanciati dai giapponesi avrebbero dovuto instillare paura e terrore nel Nord America, sebbene le bombe fossero relativamente inefficaci come armi di distruzione a causa delle condizioni meteorologiche estreme e della mancanza di sistemi di navigazione.

La neonata RAND Corporation, un think tank dell'Air Force, prese queste "innocue" armi e ne immaginò un nuovo tipo di utilizzo. Questa volta l'obiettivo sarebbe stato l'Unione Sovietica, un ex alleato della seconda guerra mondiale diventato nemico.

Invece di trasportare carichi di bombe inefficaci, il nuovo sistema sarebbe stato utilizzato come piattaforma di raccolta di informazioni per acquisire immagini aeree del vasto territorio bolscevico e rivelare la posizione di siti militari strategici sconosciuti come basi aeree e strutture per test nucleari.

Il concetto era relativamente semplice: rilasciare migliaia di palloni nella stratosfera riempiti di elio da diversi siti nell'Europa occidentale e nel Medio Oriente. Dopo aver raggiunto dai 15.000 ai 30.000 metri di altezza, con il carico di "telecamere spia" I palloni sonda avrebbero attraversato l'Unione Sovietica, esplorandola quasi tutta, con la speranza che riapparissero in uno spazio aereo amichevole da qualche parte nei dintorni dell'Asia orientale per il recupero a mezz'aria con gli Aerei C-119.

Al momento del rilevamento radar, la radio dell'equipaggio avrebbe trasmesso un codice per l'apertura della gondola del pallone e la scatola contenente la "pellicola" sarebbe caduto liberamente nell'atmosfera, dove il pilota aveva il difficile compito di recuperare il paracadute e la scatola con un rampino esteso dalla parte posteriore dell'aereo.

l'Air Force dovette superare molte sfide prima di inviare il primo dispositivo di spionaggio sull'Unione Sovietica poiché differenza del grezzo sistema Fu-Go giapponese, il pallone statunitense era un insieme molto più complesso e con una maggiore altitudine di crociera.

Difatti a causa dell'altitudine di volo del pallone, pari a 30.000 metri, gli ingegneri dovettero creare una "pellicola fotografica resistente alla temperatura e resistente alle radiazioni". Il sistema di "ricognizione fotografica DMQ-1" conteneva diverse fotocamere con obiettivi rivolti a vari angoli dell'orizzonte per coprire più terreno possibile ed ogni fotocamera era in grado di registrare diverse centinaia di immagini su di una pellicola all'avanguardia. Il sistema era racchiuso in una scatola di fibra di vetro che misura 91 x 75 x 150 cm rivestita con polistirolo per l'isolamento. Sul fondo della scatola, una fotocellula si accendeva e si spegneva in base all'illuminazione sottostante e la fotocamera fu costruita da cinque società: Kodak, Bill Jack Instrument, Chicago Aerial, Fairchild Camera e Hycon Corporation.

Dopo anni di sviluppo e prove, il primo pallone fu pronto a partire nel gennaio 1956 ed il presidente Eisenhower diete il via libera aill'operazione con il nome in codice di progetto Genitrix . Partirono, da varie località in Europa occidentale e in Turchia, inizialmente almeno 2.500 sistemi, ma i sovietici in poco tempo scoprirono che il "palloncino per il controllo del tempo" (come si giustificarono gli USA) non erano proprio per il controllo del tempo.

Come calcolato dell'intelligence americana, i primi intercettori inviati a fermare questi "palloni meteorologici" non potevano nemmeno avvicinarsi all'altezza di crociera dei 30.000 metri, ma i piloti dei caccia MiG presto scoprirono che potevano sparare ai palloni verso l'alba dopo che la notte gelida riduceva il galleggiamento portando i palloni alla portata dei cannoni.

Solo 32 palloni riuscirono a ottenere immagini utili dei 516 palloni che furono lanciati, con più di 13.000 foto recuperate che rivelarono informazioni interessanti sulle strutture nucleari.

Mentre il basso tasso di successo del progetto GENETRIX produsse alcuni risultati utili, i palloni che non furono recuperati crearono un flop diplomatico di proporzioni imbarazzanti.

L'URSS ei suoi alleati di Varsavia portarono una protesta all'Autorità per l'aviazione civile internazionale (ICAO) lamentando che il "pallone" rappresentasse una seria minaccia per la sicurezza aerea, accusando gli Stati Uniti di portare avanti una politica "sull'orlo della guerra".

Il presidente Eisenhower dichiarò che "i palloni hanno dato più motivi legittimi di irritazione eguagliati solo dal bene ottenuto" ma ordinò di interrompere il programma dopo soli 27 giorni.

Pochi mesi dopo la fine del progetto GENETRIX, l'Unione Sovietica lanciò il primo satellite artificiale Sputnik, segnando l'inizio della corsa allo spazio con l'obiettivo di arrivare poi sulla luna. Gli ingegneri Russi non riuscendo a trovare il modo per produrre una pellicola resistente alle radiazioni come quella trovato nei palloni GENETRIX, il 4 ottobre 1959, utilizzarono la pellicola recuperata da uno di quelli caduti e 40 fotogrammi di questa pellicola in bianco e nero da 35 mm vennero caricati all'interno della sonda spaziale Luna 3 presso il sito di lancio del Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan.

L'obiettivo della missione era quello di catturare la prima immagine del lato più lontano della luna, un territorio misterioso mai osservato prima dall'umanità.

La fotocamera, prodotta dalla Krasnogorsk Mechanical Works (la stessa KMZ che produceva anche la Zorki e la Zenit) era dotata di un doppio obiettivo da 200 mm f/5.6 e da 500 mm f/9.5 che scattò 29 foto in oltre 40 minuti su pellicola Kodak tagliata nel formato 35 mm e dentro uno scafo pressurizzato ospitava una camera oscura a gravità zero a distanze che vanno da 65.000 km a 67.000 km coprendo il 70% della superficie lunare del lato più lontano, ma solo 17 o 12 di questi fotogrammi (i rapporti variano) furono trasmessi con successo sulla Terra e ne sfurono pubblicati 6.

A differenza del pallone GENETRIX, i moduli Lunar 3 non potevano far cadere fisicamente ia pellicola sulla terra, e quindi doveva essere sviluppato direttamente nello spazio con un metodo di asciugatura a secco in una camera oscura a gravità zero in miniatura prima di essere scansionato e radio- trasmesso a terra.

Tutto ciò che utilizzando la tecnologia analogica del 1959 ed il sito web Damn ne descrive l'interessante processo: "All'interno del suo scafo pressurizzato, il sistema fotografico Yenisey di Lunik 3 faceva scivolare la striscia del film esposto tra due guarnizioni in gomma in un serbatoio di liquido denso a stadio singolo, poi in un'altra fessura sigillata per l'asciugatura. Considerando la qualità delle telecamere e della pellicola, le fotografie in bianco e nero risultanti devono essere state spettacolari. "

Ma i passaggi per la trasmissione hanno notevolmente ridotto la qualità della pellicola : "I meccanismi interni della sonda orientavano il primo fotogramma della pellicola davanti a una lampadina luminosa, proiettando una piccola parte dell'immagine su un fotomoltiplicatore, un tubo a vuoto sensibile alla luce, poi il Lunik 3 trasmetteva le informazioni di luminosità e oscurità, linea per linea tramite il segnale analogico modulato in frequenza, in sostanza, inviava un fax via radio. "

A causa della distanza e del segnale debole, le prime immagini contenevano un sacco di rumore, ma la sonda trasmise immagini migliori nei giorni successivi mentre viaggiava verso la terra.

Tutti i contatti con la sonda vennero persi il 22 ottobre 1959 e si credette che la sonda fosse bruciata nell'atmosfera terrestre nel marzo o nell'aprile 1960, ma un'altra possibilità era che sarebbe sopravvissuta in orbita fino al 1962.

Le immagini hanno rivelato informazioni interessanti sul lato oscuro della luna, i due emisferi hanno una superficie completamente diverse, con il lato più vicino coperto per lo più da grandi "mari" mentre il lato opposto densamente caraterizzato da profondi crateri. Infatti solo l'1% della superficie del lato più lontano è coperto da "mari", rispetto al 31,2% sul lato vicino.

Alla fine, nel 1960, l'Accademia delle Scienze sovietica pubblicò il primo atlante del lato opposto e gli astronauti dell'Apollo 8 furono i primi a vedere l'emisfero nascosto quando orbitarono intorno alla Luna nel 1968.

59 anni dopo che una sonda russa inviò la prima immagine del lato più lontano della luna usando una pellicola americana fabbricata da Kodak, quest'anno nel 2019 l'Agenzia spaziale cinese (CNSA) ha fatto atterrare un rover di esplorazione nel lato nascosto della luna, mentre un satellite di comunicazione posto in orbita permette di ritrasmettere le immagini mai catturata sul terreno del lato oscuro della luna.

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