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Apple ci prova e produce un chip fatto tutto in casa...



Per chi come me ha cominciato ad utilizzare i Macintosh, i cosi detti Mac, perché stufo dei continui problemi con i PC Windows, sia a livello Hardware che Software potrebbe prendere la notizia che Apple abbia deciso di "richiudersi" nuovamente in una architettura hardware proprietaria una buona notizia.


Ricordo che passando ad Apple, il vantaggio data da un software su base Unix stabile e su un hardware affidabile, regalava un senso di sicurezza simile a quando si guidava un auto sull'asciutto e con gomme nuove ben aderenti, contrariamente al senso di sicurezza che avevo lavorando su windows più simile a quello di guidare una moto con gomme slick su un asfalto bagnato, verniciato e pieno di brecciolino.

Il Crash di sistema era sempre dietro l'angolo ad ogni render.


Difatti più che per l'hardware, passai ad Apple per il suo software, o meglio alla combo. Difatti il vantaggio di Apple era avere un software realizzato su un hardware ad hoc. Questo permetteva con minor potenzia di fuoco ai processori Power PC AIM (Apple, IBM, Motorola), che non potevano competere con quelli di Intel, di supportare grafici e animatori in modo ottimale almeno fino al 2006 con i processori Power PC G5, fino a quando Apple non decise di passare ad Intel.


Ora Apple ci riprova, costruendo di nuovo un ambiente (se possibile) più chiuso. Ed è questo che a me piace di Apple, la capacità e convinzione di poter gestire e creare in autonomia un ecosistema che permette lo svolgimento del flusso di lavoro "senza pensieri".


Ovviamente il mondo Apple o lo si ama o lo si odia. C'è chi sosterrà sempre che con la metà dei soldi spesi si può assemblare un PC ed avere il doppio delle prestazioni, questo è indubbio. Il problema nasce dalla propria esigenza di sicurezza.


Chi è abituato a lavorare in ambiente windows è anche abituato ai problemi, rallentamenti, Crash di sistema, riavvii improvvisi, formattazione, programmi per la pulizia del software, ad antivirus ecc... e soprattutto a non vedere l'hardware come parte integrante del sistema, tutto al contrario di chi opera in ambiente Apple.


Dal comunicato stampa:


"Apple il 10 novembre ha annunciato il processore M1, il chip più potente che abbiamo mai creato e il primo progettato appositamente per Mac. Il chip M1 è ottimizzato per i sistemi Mac, nei quali le dimensioni contenute e l’efficienza energetica rivestono un’importanza cruciale. È un system on a chip (SoC), racchiude numerose tecnologie in un unico processore e presenta un’architettura di memoria unificata che offre prestazioni ed efficienza nettamente superiori. Il chip M1 è il primo processore per personal computer realizzato utilizzando la rivoluzionaria tecnologia di elaborazione a 5 nanometri e integra ben 16 miliardi di transistor, il numero più elevato mai racchiuso da Apple in un chip. Ha il core CPU più veloce al mondo in un chip a basso consumo, le migliori prestazioni CPU per watt al mondo, la grafica integrata più scattante mai vista in un personal computer e prestazioni di apprendimento automatico sorprendenti grazie al Neural Engine di Apple. Il chip M1 offre prestazioni CPU fino a 3,5 volte più scattanti, prestazioni GPU fino a 6 volte superiori e apprendimento automatico fino a 15 volte più veloce, con una batteria che dura fino a 2 volte più a lungo dei Mac precedenti. Con il netto incremento di prestazioni ed efficienza, il chip M1 rappresenta il più grande passo in avanti di sempre per il Mac.1"


Ma questo cosa comporterà per il mondo della fotografia? Sostanzialmente all'inizio solamente qualche rogna in più, problemi di compatibilità e qualche grattacapo, anche se molte case di software hanno annunciato la compatibilità. Successivamente porterà ad un accelerazione dei sistemi e del Flow, con prestazioni eccezionali ( almeno si spera ).