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Come funzionava la telefotografia negli anni '30? Un viaggio nel Passato dell'imaging a distanza

Oggi l'invio istantaneo di una fotografia all'altro capo del mondo dal proprio smartphone sembra ancora un piccolo miracolo. Potrebbe stupirvi, ma questo era possibile già un secolo fa.

Negli anni '30 del secolo scorso l'avvento della telefotografia segnò un passo significativo nell'evoluzione delle comunicazioni visive a distanza. Questa tecnologia, adottata principalmente per la trasmissione di immagini attraverso la rete telefonica, rappresentava un'affascinante fusione di principi fotografici e comunicazioni elettriche.


Il primo apparecchio del genere risale addirittura al 1895. Il Telediagraph di Ernest Hummel collegava attraverso una linea dedicata cinque dei principali quotidiani americani, consentendo la trasmissione di un'immagine che veniva registrata su un sottile strato di ceralacca. La resa dell'immagine finale, monocromatica e formata da piccole linee, era simile a quella di un fax, lontano discendente dell'apparecchio di Hummel.

Una evoluzione di questo sistema fu il Bélinograph di Eduard Belin, del 1913, che prevedeva l'utilizzo di una fotocellula nell'apparecchio trasmittente.

La Western Union trasmise la sua prima fotografia nel 1921. La seguirono AT&T nel 1924 e la RCA sending nel 1926.


Il seguente video del 1932 mostra l'avveniristico impianto (per allora) realizzato all'interno della Città del Vaticano.



Un altro video del 1937 illustra dettagliatamente tutte le fasi del processo.


La prima fase avveniva per mezzo di uno scanner ottico-meccanico, il quale trasformava l'immagine in una serie di segnali elettrici.

Questi segnali, rappresentanti le variazioni di luce dell'immagine, venivano poi inviati attraverso la rete telefonica.

Una volta giunti a destinazione, i segnali venivano interpretati e convertiti in un'immagine visualizzabile. Questo processo coinvolgeva la ricostruzione dell'immagine originale punto per punto, dando vita all'immagine sulla parte ricevente. l'immagine era proiettata con la luce su un negativo che andava comunque sviluppato con il procedimento tradizionale.


Questo cinegiornale del 1937 illustra nel dettaglio tutte le fasi del processo


Un ulteriore video ci mostra come funzionava un apparato analogo nel 1948, dieci anni dopo.

A giudicare dalle immagini del video sembrerebbe che l'apparecchio ricevente sforni un immagine positiva già sviluppata, ma si tratta evidentemente di un espediente scenico perché lo speaker spiega "una volta sviluppata l'immagine risultante è quasi uguale, in termini di qualità, all'originale".




E' interessante notare come l'avvento di ogni nuova tecnologia nell'ambito delle comunicazioni comporti la perdita di posti di lavoro e problemi legati al diritto d'autore.

Negli anni '50, alle sfilate di alta moda a Parigi, Frederick L. Milton disegnava i modelli visti sulle passerelle e trasmetteva i suoi schizzi tramite Bélinographe ai suoi abbonati, che potevano quindi copiare la moda parigina. Nel 1955, quattro importanti couturier francesi (Lanvin, Dior, Patou e Jacques Fath) fecero causa a Milton per pirateria e il caso passò alla Divisione d'Appello della Corte Suprema di New York. Wirephoto consentiva una velocità di trasmissione che, secondo i designer francesi, danneggiava le loro attività. Nella vicenda si possono ravvisare analogie con quanto sta avvenendo oggi con l'avvento delle AI. che ha causato lo sciopero degli sceneggiatori in USA.


Sebbene la telefotografia degli anni '30 fosse un passo pionieristico, occorre sottolineare tuttavia le limitazioni della tecnologia di allora. Nonostante quanto affermato nel video, la qualità delle immagini trasmesse non poteva competere con gli standard attuali, e ovviamente il processo richiedeva tempo.

Nonostante le sfide tecniche, la telefotografia degli anni '30 rappresenta un capitolo affascinante nella storia delle comunicazioni visive, aprendo la strada a ulteriori sviluppi che avrebbero trasformato radicalmente il modo in cui viviamo, in cui le distanze sono pressoché annullate dalla tecnologia.


A questo proposito, vorrei suggerirvi la visione di un ultimo video, quello in cui Arthur C. Clark, lo scrittore di fantascienza, scienziato, futurologo, inventore ed esploratore marino nonché coautore di 2001: Odissea nello Spazio spiega nel 1964 che nel futuro le distanze saranno azzerate dalla tecnologia. tanto da rendere inutile l'esistenza delle città.



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