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  • Rodolfo Felici

Dalla fotografia industriale al paesaggio: Intervista ad Arcangelo Piai

Benvenuto sulle pagine di questo blog di fotografia Arcangelo.

Di che ambito professionale ti occupi maggiormente, e che cosa ti ha spinto ad intraprendere questa carriera?

Attualmente mi occupo, prevalentemente, di fotografia industriale e paesaggistica. Mi piace fotografare il lavoro, sono sempre stato affascinato dal come si costruisce e si crea, e La curiosità di conoscere e scoprire luoghi è lo stimolo che mi ha portato a dedicarmi alla fotografia di paesaggio.

Mi occupo inoltre anche di fotografia di architettura, documentazione artistica e ritratto. Raramente mi dedico alla fotografia di studio o di moda.

In sintesi, mi sento di affermare che (come diceva il grande Cartier-Bresson), in fotografia preferisco dedicarmi allo “scoprire” piuttosto che all’“inventare".


Mi sono appassionato alla fotografia quando avevo 14 anni, affascinato dai grandi fotoreporter e dal potere di comunicazione di questo straordinario mezzo.

Completamente autodidatta, a 23 anni sono riuscito a trasformare questa passione nel mio lavoro. Nonostante le numerose difficoltà e fatiche che comporta una attività in proprio, dopo tanti anni la passione è ancora forte, insieme alla voglia e alla curiosità di scoprire ed imparare. Ritengo di essere fortunato potendo vivere facendo quello che considero uno dei più bei lavori del mondo.

Che importanza ha nel tuo lavoro la progettazione dello scatto? Come scegli in anticipo la location, l'atmosfera e la luce adatta ad un servizio?

Preferisco sempre conoscere in anticipo ciò che vado a fotografare, ma spesso le esigenze del committente non mi consentono di fare un sopralluogo, perciò cerco di trovare tutte le informazioni necessarie alle riprese.

Ad esempio mi informo su come arriva la luce nel sito che dovrò fotografare o cosa dovrò da mettere in evidenza. Google Maps e Street View sono molto utili per trovare il punto da dove scattare. Purtroppo non tutto si svolge sempre secondo programma, e allora bisogna improvvisare, ricordando sempre che, in qualità di professionista, si ha la necessità e l'obbligo di portare a casa il lavoro e soddisfare le esigenze del committente.


Il mio approccio è basato sul sapere osservare, più che nella progettazione a tavolino dello scatto.

Imparare a “vedere” la luce, la curiosità per ciò che si fotografa ed una buona cultura visiva è di aiuto in tutto questo.


Qual è il fine ultimo degli scatti che realizzi? Cosa deve comunicare un’immagine, e a chi?

Parte del mio lavoro, per esempio la foto paesaggistica, è destinata all’archivio o proposta ad agenzie di stock. Un lavoro che viene fatto in autonomia senza una committenza precisa. Spesso vengono richieste queste mie immagini per riviste o per la promozione di determinati luoghi e territori. Visto l’utilizzo, sono immagini che devono comunque esprimere positività.

Quando invece mi viene affidato un servizio, la mia priorità è di produrre delle immagini “utili” a quelle che sono le esigenze del committente. Se le mie foto, per quanto belle, non fossero utili a chi mi ha commissionato il lavoro, non potrei certo ritenermi soddisfatto.


Che importanza dai all’attrezzatura fotografica? Cosa utilizzi e perché?


L’attrezzatura che si utilizza è importante, ci deve dare sicurezza quando lavoriamo e garantire la qualità richiesta. Ma prima di ogni altra cosa viene l’idea di cosa vogliamo fare.

Senza l’idea qualsiasi attrezzatura, per quanto eccellente, è del tutto inutile.

Io uso corpi Nikon D810 e D800E; per quanto riguarda le ottiche prediligo la leggerezza più che la luminosità.

Quando si deve girare con lo zaino in spalla per ore, anche un chilo in meno fa la differenza. Il corredo tipo per un servizio servizio è costituito da due corpi macchina, un paio di obiettivi tilt and shift come il Nikkor 19mm e il Nikkor 45mm, uno zoom standard 24-70 f 2,8mm, un 16-35 f4mm, un 70-200 f4 e una o due ottiche fisse come il 50 f1,4 e 85 f1,8; oltre all’indispensabile cavalletto Manfrotto.

Nel bagagliaio dell’auto porto almeno un paio di luci flash portatili come i Quadra di Elichrome e altri accessori, che utilizzo per le foto industriali.


Quali libri o autori consiglieresti di studiare, o di tenere d’occhio nel caso si tratti di artisti emergenti?