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Canon RF 24-240mm f/4-6.3 IS USM, il test completo


Da tempo volevo provare questo obiettivo, ma non avevo mai avuto l’occasione per farlo, quindi sono stato felice che Canon abbia accettato di mandarmene recentemente un esemplare in prova insieme alla EOS R6 Mark III.

 

Non sono un fan degli obiettivi tuttofare, ma non lo scrivo con l’intenzione di mettere le mani avanti, lo anticipo solo affinché si capisca quali criteri abbiano animato le valutazioni che vi apprestate a leggere.

 

In questi anni Canon ci ha abituati con le ottiche RF a una strategia interessante, tutti noi eravamo infatti pronti a ritrovare le ottiche che avevamo conosciuto in formato EF semplicemente aggiornate in stile RF. Un approccio che avrebbe avuto la sua logica e che in alcuni casi è anche stato portato avanti da Canon. In realtà però il marchio giapponese ha sfruttato questa occasione per riprogettare totalmente molte delle sue ottiche simbolo portandole anche a guadagnare qualcosa in prestazioni. Un approccio coraggioso e non scontato, ma proprio per questo particolarmente apprezzabile.

 

Lo sfocato di questo obiettivo è interessante. Anche se non ha un’apertura massima mostruosa, anzi è piuttosto limitato sotto questo punto di vista, se lo si sa usare può dare soddisfazioni anche nel ritratto.

 

Confrontare l’RF 24-240mm f/4-6.3 IS USM con obiettivi del passato è piuttosto complicato. Paragonarlo all’EF 28-200mm f/3.5-5.6 USM verrebbe naturale, ma sin dal primo approccio le differenze che rendono il confronto sbagliato si percepiscono facilmente. L’EF 28-200mm aveva una lunghezza focale simile, un’apertura anche leggermente più ampia rispetto all’RF 24-240mm f/4-6.3 IS USM, ma era un cosiddetto “plasticone”. Un obiettivo economico in tutto, a partire dalla costruzione, lo zoom tuttofare che ho avuto la possibilità di provare in questi giorni invece è di tutt’altra pasta, anche perché parte da un prezzo di listino di 1.069,99 euro.

 

C’è maggior cura nella costruzione nonostante sia ampio l’uso di plastica. Con cura nella costruzione intendo non solo come qualità dei materiali, ma anche di assemblaggio, non ci sono infatti quei fastidiosi giochi che altri tuttofare del passato avevano, e, anche per quanto riguarda la qualità delle lenti, rispetto al passato non c’è confronto che tenga.

 

L’utilizzo di materiali plastici oggi è comunque diffuso anche in obiettivi di serie maggiore per contenere il peso, in questo caso di appena 750 grammi, ma si può tranquillamente dire che esiste plastica e plastica e questa è di buona qualità e ne giustifica il prezzo.

 

L’escursione focale di questo obiettivo è il suo maggior pregio, infatti parte da un buon valore di grandangolo per terminare con valori da teleobiettivo confermandosi un interessante tuttofare

 

Scegliere di produrre uno zoom 10x, non di serie L, accessibile e con una lunghezza focale di partenza di 24mm deve essere stata una sfida non facile da portare avanti per i tecnici Canon, anche perché tecnicamente ci sono altre cose da evidenziare come la distanza minima di messa a fuoco di 50 cm e la presenza di uno stabilizzatore d’immagine da 5 stop di efficacia. Quindi ci troviamo di fronte a un obiettivo ambizioso, progettato per una fetta di pubblico che punta a portarlo come unico obiettivo durante un viaggio con la propria Full Frame Canon. L’escursione focale in effetti permette di togliersi diverse soddisfazioni essendo adatta tanto per il paesaggio quanto per il ritratto o la street photography. Grazie alla presenza del motore USM, che permette una messa a fuoco rapida, è possibile anche inseguire un animale in un safari con un buon riscontro. Ci troviamo quindi di fronte a un obiettivo che potrebbe diventare l’obiettivo tuttofare per eccellenza per Canon.

 

L’apertura massima va da f/4 a 24mm fino a f/6.3 a 240mm, sarebbe difficile chiedere di più con quell’escursione focale e quel prezzo. Il diaframma è a 7 lamelle ed è di tipo circolare per migliorare lo sfocato.

 

Lo schema ottico rivela che questo obiettivo è composto da 21 elementi suddivisi in 15 gruppi, ma non contiene lenti particolari. La resa è morbida, meno di quanto mi sarei aspettato prima di provarlo, però entrano in gioco i limiti ottici di uno zoom così esteso e sarebbe inutile chiedere di più. Se siete fotografi del tipo che apprezzano aprire un file al 100% e andare a notare il dettaglio più piccolo troverete quasi sicuramente la resa dell’obiettivo troppo morbida per voi, ma se il fine ultimo è la pubblicazione sui social è praticamente impossibile accorgersi di questo fattore. Può montare filtri di diametro 72mm, anche se non è un ultragrandangolare conviene utilizzare filtri di spessore sottile perché, come molti obiettivi di nuova generazione, corregge la vignettatura automaticamente tramite le correzioni profilo integrate che vengono riconosciute da Camera Raw e da Lightroom, ma non andrei a rischiare di fotografare i bordi del filtro montandone uno dal profilo troppo alto.

Come gli altri obiettivi RF è presente una ghiera programmabile, ma c’è una cosa della politica Canon che non riesco a comprendere, cioè che con obiettivi non serie L non fornisca il paraluce. Con un obiettivo come questo sarebbe da considerare un accessorio imprescindibile, invece deve essere comprato a parte al costo di circa 40 euro. Personalmente preferirei vedere un prezzo di listino leggermente più alto, ma il paraluce incluso nel prezzo, piuttosto che doverlo prendere a parte.

Purtroppo l’obiettivo non è resistente agli agenti atmosferici, ma è una caratteristica giustificabile per questa categoria di obiettivi.

 

Prima di provarlo mi aspettavo di peggio per quanto riguarda la morbidezza dell’immagine, ma in questo confronto tra la foto intera e un suo dettaglio si percepisce che non si tratti di un serie L. Buon risultato, ma dei limiti ottici sono presenti.

 

Per concludere l’esperienza fatta con l’RF 24-240mm f/4-6.3 IS USM è stata utile e mi ha piacevolmente sorpreso, permettendomi di capire quali e quanti passi avanti siano stati fatti anche tra gli zoom da viaggio e ritengo questo obiettivo ottimo per chi ha una certa riluttanza a cambiare obiettivo spesso. Fidatevi, sono tanti i fotoamatori che ho conosciuto che pur portando 3 ottiche fisse nello zaino utilizzavano quasi esclusivamente uno zoom tuttofare e per loro questo obiettivo è perfetto.


Avendolo provato con una EOS R6 Mark III, che ha un sensore Full Frame da 32.5 megapixel, ritengo che quello sia un po’ il limite di risoluzione sopra il quale non mi spingerei. Utilizzandolo con una EOS R5 Mark II il suo sensore da 45 megapixel potrebbe  accentuarne i difetti, mentre potrebbe essere il compagno ideale per una EOS R8, una fotocamera Full Frame da 24.2 megapixel che, anche per il pubblico al quale si rivolge, mi sembra essere più in linea con le aspettative dell’acquirente tipo di questo obiettivo.

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