Fujifilm GFX100RF, il test completo
- Gianluca Laurentini

- 12 minuti fa
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Alcune fotocamere sembrano nascere appositamente con lo scopo di far parlare di loro e la GFX100RF è una di queste. Sul mondo GFX i pareri sono più o meno concordi e positivi tanto tra gli esperti quanto tra gli utilizzatori, ma una fotocamera Large Format dotata di un obiettivo fisso è naturale che attiri curiosità e qualche critica preventiva. Da parte mia ho scelto di avere nei confronti della GFX100RF l’approccio che ho con tutte le fotocamere da quando ho iniziato a fare questo lavoro: innanzitutto cerco di capire a chi è rivolta realmente la fotocamera che sto provando, quindi cerco pregi e difetti utilizzandola sul campo senza lasciarmi condizionare dalla scheda tecnica o dal prezzo, perché solo così quello che poi scriverò avrà un vero senso per chi lo leggerà. Vorrei però fare una premessa prima di iniziare con il test vero e proprio, quando la GFX100RF è stata presentata e ho visto il comunicato ho pensato: “una fotocamera Large Format con obiettivo fisso? Una scelta coraggiosa”. In quei giorni ero in Spagna con la famiglia e la sera ho fatto un giro sui social per vedere la reazione delle persone, ho trovato tra i commenti degli utenti un vero e proprio “campionato di ricerca di pelo dell’uovo” - che purtroppo si vede sempre più spesso quando viene presentata una nuova fotocamera -, ma che in questo caso era venato da un’ipocrisia di fondo malcelata. Il problema era il prezzo di listino - pari a 5.595 euro -, sicuramente non alla portata di tutti. Però nessuno, giustamente, si scandalizza per il fatto che la Leica Q3 costi 6.300 euro, pur avendo un sensore Full Frame e non un Large Format come la GFX100RF. È naturale che quando si vede un prezzo si pensi subito al proprio portafoglio e neanche io ho da spendere una cifra del genere, ma so anche che non sono io l’utente a cui è rivolta la GFX100RF e che un sensore Large Format ha dei costi di produzione che non si possono non considerare in sede di valutazione di una fotocamera.
Da ovunque la si guardi la GFX100RF è indiscutibilmente ben disegnata.
Dopo questa premessa passiamo ad analizzare la Fujifilm GFX100RF, ritengo che il metodo più giusto per definirla sia che si tratti della versione Large Format della X100VI. Ha senso una fotocamera con un sensore così grande e costoso abbinato a un obiettivo fisso? Sì e no, dipende da cosa si cerca. Avendo provato tutte le GFX sin dal primo modello vi posso dire che si fa fatica a pensare che Fujifilm sia riuscita a inserire un sensore Large Format in un corpo così compatto e leggero, infatti la fotocamera pesa appena 735 grammi, con batteria e doppia scheda di memoria, e misura 133.5x90.4x76.5mm; la Fujifilm X100VI, che ha un sensore APS-C, pesa 521 grammi e misura 128x74.8x55.3mm. Per poter rientrare in queste dimensioni e peso i tecnici Fujifilm hanno dovuto fare delle rinunce e quella a mio avviso più importante è allo stabilizzatore da 8 stop di efficacia. Niente di drammatico, ma comunque ne ho sentito la mancanza in alcune occasioni durante il test, anche perché ricordo bene quale fosse la sua efficienza.
Sono rimasto piacevolmente colpito di aver trovato il doppio slot per schede di memoria SD. Visto che la miniaturizzazione e il contenimento del peso sono risultati così importanti nella realizzazione di questa fotocamera sarebbe stato comprensibile anche se ne avesse avuto uno solo. Essendo la GFX100RF una fotocamera ad alta risoluzione avere a disposizione due slot è molto comodo, anche solo per il fatto di non doversi affidare a una sola scheda di grande capacità, ma di poter distribuire le foto su due schede più piccole.
Il corpo macchina è un prodotto di design unico. La calotta superiore in particolare ha un bellissimo design ed è realizzata in alluminio dal pieno. Qui si trovano le due ghiere classiche per la composizione dell’esposizione e la scelta dei tempi di scatto, quest’ultima ha al suo interno anche quella per variare la sensibilità di scatto; i diaframmi invece si cambiano direttamente da una ghiera sull’obiettivo.

La calotta superiore è realizzata in alluminio dal pieno. Questa immagina come si mostra durante le varie fasi di realizzazione.
I comandi sono raccolti, ma sono facilmente individuabili anche senza staccare l’occhio dal mirino, quest’ultimo è un EVF OLED da 0.5” di diagonale e 5.76 milioni di punti che svolge egregiamente il suo lavoro. Poi Fujifilm ha fatto una scelta a mio avviso bizzarra, quella di inserire una ghiera denominata “Aspect Ratio Dial”, in pratica si tratta di una ghiera che permette di cambiare il formato velocemente scegliendo tra quelli a loro detta più iconici. Sono i primi a farlo a detta loro, ma forse bisognerebbe chiedersi quale sia la vera utilità di questa ghiera: cambiare dal nativo 4:3 al 16:9 o al 3:2 può essere comodo, ma non è una cosa che si usa così spesso da richiedere l’introduzione di una ghiera apposita, per cui personalmente avrei optato per attribuire a quella ghiera la scelta di uno degli stili pellicola classici di Fujifilm. Ci sono anche altri formati particolari, come i panoramici 17:6 o 65:24, ma quello che proprio non riesco a capire è il 3:4, cioè usare lo stesso formato nativo della fotocamera, ma in verticale, sprecando una vagonata di pixel solo per non girare la fotocamera è fuori dalla mia comprensione. Per capire se fossi io a non trovare il senso di questa scelta sono andato a cercare sul sito dedicato da Fujifilm alla GFX100RF e ho trovato la seguente spiegazione: “questo formato verticale è nato dal desiderio di ottenere più fotogrammi su pellicola 35 mm, ma ora è il pilastro della fotografia con smartphone. Una scelta naturale per i ritratti”, sinceramente ritengo che se una fotocamera del genere provi a rincorrere gli smartphone ci sia un problema di fondo. GFX100RF si pone a un livello talmente superiore di fotografia che dovrebbero essere i produttori di smartphone a cercare di capire come avvicinarsi a quei risultati piuttosto che i tecnici Fujifilm a strizzare l’occhio ai proprietari di smartphone.

L’obiettivo da 28mm di lunghezza focale in città è un ottimo alleato.
Il display posteriore è basculabile, ma solamente in due direzioni e ciò lo rende scomodo per scattare in verticale. Sicuramente è un compromesso dovuto alle dimensioni della fotocamera, però poter gestire con meglio la fotocamera anche quando si scatta in verticale sarebbe stato preferibile.

Il display posteriore ha uno snodo limitato per chi vuole fotografare in verticale.
Il sensore ha 102 megapixel di risoluzione ed è un Large Format CMOS II da 43,8x32,9mm di dimensioni che lavora in sinergia con il processore d’immagine X-Processor 5. La gamma delle sensibilità selezionabili è compresa tra ISO 80 e 12.800, ma nella gamma estesa va da 40 a 102.400. Sono gli stessi valori che si trovano sulle schede tecniche della GFX100 II e della GFX100S II, ma non deve stupire perché con loro la GFX100RF condivide buona parte dell’hardware. Quello che in particolare ci interessa è che tutti i pregi delle altre GFX100 a obiettivo intercambiabile li ritroviamo anche sulla GFX100RF, compresa l’estesa gamma dinamica che è stato uno dei punti di forza di questo formato sin dalla sua nascita.


I jpeg (foto in alto) della GFX100RF sono generalmente ricchi di dettagli e perfettamente utilizzabili, ma scattare in RAW (foto in basso) in condizioni difficili consente di sfruttare interamente la gamma dinamica offerta dal generoso sensore Large Format.
Come detto l’obiettivo è fisso, ma se per la serie X100 Fujifilm ha scelto di montare un 23mm - che diviene un 35mm equivalente essendo questa dotata di sensore APS-C -, per la GFX100RF la Fujifilm ha optato per un 35mm, ma essendo questa dotata di un sensore Large Format l’obiettivo equivale in questo caso a un 28mm f/4. Esiste anche la possibilità di utilizzare uno zoom digitale, azionabile con un pratico selettore che si trova subito sotto il pulsante di scatto che applica un ritaglio dal file originale, simulando le lunghezze focali equivalenti a 36mm, 50mm e 63mm. Trattandosi di un ritaglio la perdita di risoluzione tra uno step e il successivo è evidente. Dai 102 megapixel di base, se si opta per una lunghezza focale equivalente a 36mm si perde già quasi la metà della risoluzione iniziale, arrivando a 61.5 megapixel; a 50mm di lunghezza focale equivalente si scende a 31.2 megapixel di risoluzione; a 63mm di lunghezza focale equivalente si scende a 19.7 megapixel di risoluzione. Una perdita notevole, considerando che chi sceglie un corpo GFX lo fa anche per la sua elevata risoluzione. Personalmente, pur apprezzando i grandangoli, penso che la scelta più equilibrata per una fotocamera come questa sarebbe stata quella di montare un obiettivo 35mm equivalente, ma i tecnici Fujifilm hanno preferito un’ottica diversa anche per differenziarla dalla serie X100. Inizialmente pensavo che trattandosi di un semplice ritaglio potesse risultare fin troppo evidente la prospettiva grandangolare al variare della lunghezza focale selezionata, invece andando a sfruttare un’area piccola e centrale del sensore non si avverte alcuna sensazione straniante.
Per quanto mi riguarda avrei comunque pensato a un obiettivo 28-70mm f/4 equivalente senza introdurre la possibilità di ritaglio dello zoom digitale, ciò avrebbe reso più completa l'esperienza rendendo la GFX100RF utilizzabile anche come unico corpo macchina, anche a costo di guadagnare un paio di etti di peso.

In questo dittico vedete a sinistra la foto scattata in jpeg alla lunghezza focale equivalente di 63mm, a destra il relativo RAW composto dall’immagine completa da 102 megapixel. Mentre il RAW conta 8736x11648 pixel, il jpeg si ferma a 3840x5120 pixel. Ciò a mio avviso rende utile il ritaglio in camera solamente quando si ha intenzione di fotografare in jpeg visto che fotografando in RAW non si risparmia neanche un megabyte di spazio di archiviazione.
Nella confezione sono compresi anche il paraluce e un filtro protettivo per l'obiettivo, una piccola e gradita attenzione da parte dei tecnici Fujifilm. È invece integrato il filtro ND4, che si attiva facilmente dal menù all’occorrenza.
L'otturatore è di tipo centrale, una scelta intelligente vista la conformazione della fotocamera. L'interruttore centrale infatti ha il notevole pregio di riuscire a sincronizzare qualsiasi tempo con un flash. Qualcuno potrebbe obiettare che sulle altre GFX100 il tempo minimo di scatto è di 1/16.000 di secondo e invece utilizzando l'otturatore centrale la GFX100RF si fermi a 1/4.000 di secondo, ma in realtà se occorre di utilizzare un tempo di scatto ultrarapido la GFX100RF può arrivare a 1/16.000 di secondo grazie all'otturatore elettronico aggirando il problema.
Quando ho aperto il pacco inviatomi da Fujifilm mi sono preoccupato per il fatto che Fujifilm mi avesse inviato due batterie per il test. Pensavo fosse perché la macchina fotografica richiedesse questa attenzione, ricordo che una mirrorless storica come la X-T2 di energia ne consumava in abbondanza, ma il presente di Fujifilm ha dimostrato di aver recuperato questo gap nei confronti della concorrenza e per fortuna anche la GFX100RF si è dimostrata una fotocamera parca nel consumo della batteria e la doppia batteria è comoda, ma non indispensabile. Anche perché si può sempre procedere alla ricarica attraverso la porta USB tipo C se si è in viaggio.

La mancanza dello stabilizzatore obbliga ad alzare gli ISO, in questo caso si tratta di uno scatto realizzato a ISO 8000 in jpeg. Il software della fotocamera tende a impastare un po' la fotografia, però non ci si può nemmeno lamentare del risultato finale
In conclusione posso dire che è stata una prova dal duplice risvolto, la GFX100RF è una fotocamera particolare con pregi e difetti, come tutte le fotocamere che ho provato in questi anni. Avere tutta la potenza del sensore Large Format da 102 megapixel in un corpo così piccolo è assolutamente incredibile, però altre scelte rimangono un po' azzardate, su tutte quello di utilizzare un'ottica fissa da 28mm di lunghezza focale equivalente.
Non può e non vuole essere un corpo macchina unico, ma un corpo macchina per la vita di tutti i giorni da 5.595 euro di costo non è sicuramente alla portata del grande pubblico. Mi sono divertito a usare questa fotocamera, ma comunque se dovessi investire dei soldi mi orienterei sulla GFX100S II che ha lo stesso prezzo di listino, ma la possibilità di sfruttare tutti gli obiettivi a disposizione per i proprietari di fotocamere GFX. Naturalmente in questo caso il prezzo da pagare sarebbe quello di avere a che fare con un peso e un ingombro di gran lunga maggiori.
Rimane il fatto che se uno ha possibilità economiche superiori alla media e può affiancare al suo corredo una GFX100RF può provare grandi soddisfazioni da questa fotocamera perché racchiude in un corpo macchina veramente piccolo e leggero tutta l’esuberante potenza del sistema GFX.






















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