Canon RF 70-200mm f/4L IS USM, il test completo
- Gianluca Laurentini

- 11 minuti fa
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Gli zoom 70-200 ad apertura costante di alta qualità sono dei must have nel corredo di qualunque fotografo. Tra la versione f/2.8 e f/4 ammetto di aver sempre preferito quella f/4 per varie ragioni: la prima è la trasportabilità; infatti oltre a essere più compatto risulta anche notevolmente più leggero del suo fratello maggiore. Per capirci, l’RF 70-200mm f/4L IS USM ha come dimensioni esterne 83,5x119mm e pesa 695 grammi, mentre l’RF 70-200mm f/2.8L IS USM 89,9x146mm e pesa ben 1070 grammi. In passato, con le ottiche EF, la differenza dimensionale era acuita dal fatto che gli obiettivi non fossero collassabili come gli RF, ma penso che l’indicazione del peso intuitivamente faccia capire la differenza. Un’altra ragione importante è inerente il prezzo; se per l’f/4 “bastano” 1.579,99 euro, per l’f/2.8 bisogna essere pronti a investire 3.349,99 euro. Se non si è un fotografo di cerimonie, per cui ci sono delle esigenze specifiche che fanno optare per quello con maggiore apertura, ritengo che l’f/4 sia più versatile e interessante per il resto dei fotografi.

Quella che va da 70 a 200mm è un’escursione focale così classica che anche chi è alle prime armi solo sentendole nominare capisce più o meno di cosa si parli, ma in questa foto ve le mostro su un soggetto noto.
Ho apprezzato in particolare il fatto che rispetto al vecchio modello EF con questa versione RF si sia liberato molto spazio in borsa. Infatti la lunghezza minima dell’obiettivo odierno è di oltre 5 centimetri inferiore rispetto al corrispondente EF e posso assicurarvi che per chi userà questo obiettivo in viaggio ciò potrà fare la differenza.
Già presente sul vecchio modello EF, con questa nuova versione lo stabilizzatore guadagna uno stop di efficacia arrivando a ben 5 stop. Ciò non può che far piacere, anche considerando che oggi i nuovi obiettivi lavorano in sinergia con sensori stabilizzati. Il passo avanti compiuto dal sistema EOS con il passaggio a mirrorless sotto questo punto di vista è stato impressionante.

La resa cromatica è molto naturale, ma è la nitidezza il vero punto di forza.
La distanza minima di messa a fuoco è di 60 centimetri ed è molto rapida, grazie anche all’uso di due motori Nano USM. La presenza di questo doppio motore non rende solamente la messa a fuoco più rapida, ma anche estremamente silenziosa. Ciò aiuta chi lavora a contatto con la natura a dare meno nell’occhio, ma anche a chi fa video a non avere rumori di fondo che potrebbero rovinare le riprese.
Non dovete però pensare a un obiettivo macro: l’ingrandimento massimo è limitato infatti a 0.28x. La distanza minima di messa a fuoco è però ideale per offrire un buon margine di manovra ai ritrattisti. Nell’ambito del ritratto trovo perfetto questo obiettivo, perché permette di muoversi agilmente e allo stesso tempo sottende tutte quelle lunghezze focali più importanti di questo ambito.

Durante il test mi è capitato di incontrare questo gabbiano con la luce del sole proveniente dalle sue spalle. Ho provato a scattare una fotografia e il risultato è stato a mio avviso ottimo.
Nello schema ottico si contano 16 elementi suddivisi in 11 gruppi, ma quello che bisogna aggiungere è che ben 4 elementi sono di tipo UD, mentre la lente frontale è dotata di rivestimento Air Sphere Coating. Queste lenti portano a un livello di nitidezza che fa entrare di buon diritto l’obiettivo tra i serie L. Oltre alla nitidezza mi è piaciuta particolarmente anche la resa dello sfocato, ottenuto grazie a un diaframma a 9 lamelle.
L’RF 70-200mm f/4L IS USM è anche progettato per resistere agli agenti atmosferici, alla polvere e all’acqua. Caratteristiche che vanno incontro a chi pensa di usarlo in viaggio. C’è poi una comoda ghiera programmabile la cui funzione può essere assegnata a piacimento. Un altro punto a favore di quest’ottica è che il diametro dei filtri è 77mm, cioè la misura standard della maggior degli obiettivi serie L di quella luminosità.

Lo sfocato è un punto di forza, mi piace molto la morbidezza accentuata rispetto alla zona nitida dell’immagine.
Per me si tratta di uno degli obiettivi più versatili nell’offerta Canon. Lo consiglierei tanto a chi fa ritratto quanto a chi fa fotografia di viaggio, perché può dare grandi soddisfazioni in entrambi i campi. Ho potuto provarlo con la EOS R6 Mark III e si è rivelato un obiettivo in grado di esaltare le capacità del corpo macchina.

Anche con un soggetto prettamente sportivo il risultato finale è stato all’altezza delle aspettative.














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