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Canon stavolta ha fatto palo? Alcuni dubbi sul nuovo firmware della EOS R5

Aggiornamento: 4 apr 2023


Se siete un po' attenti alle novità del mondo della fotografia avrete senz’altro notato l'entusiasmo per il nuovo firmware della EOS R5. Alcuni si sono sbilanciati nel dire che con questo nuovo aggiornamento Canon stesse fornendo ai possessori della EOS R5 una sorta di EOS R5 Mark II gratuitamente. Tutto questo entusiasmo è nato intorno alla possibilità offerta dal firmware in versione 1.8.1 di sfruttare lo stabilizzatore del sensore per ottenere una foto ad altissima risoluzione. In poche parole l'IBIS viene sfruttato dalla fotocamera per muovere il sensore in modo prestabilito scattatando in automatico una sequenza di fotografie che poi il software della fotocamera riesce a combinare automaticamente per offrire una fotografia con una risoluzione ben maggiore da quella offerta nativamente dal sensore. Nel caso della EOS R5 questo concetto è portato quasi all'estremo visto che con un sensore da 45 megapixel (8.191x5.463 pixel) si riesce a ottenere una fotografia di 400 megapixel di risoluzione (24.576x16.384 pixel). Quasi 10 volte la risoluzione originale, nessuno si era mai spinto a tanto prima! Per capirci, la Fujifilm GFX100 raggiunge anch'essa 400 megapixel, ma partendo da un sensore con risoluzione 102 megapixel. Oltre il doppio della risoluzione originale per arrivare alla stessa risoluzione finale, questo esempio fa capire immediatamente quali difficoltà a livello tecnico deve aver affrontato e risolto Canon per poter offrire questa possibilità ai possessori di EOS R5. Proprio per questo motivo per ottenere un buon risultato tutto deve essere assolutamente perfetto, anche la minima vibrazione può causare dei problemi in fase di elaborazione della fotografia. In fondo all’articolo vi mostrerò alcuni esempi scattati con la fotocamera ben fissa sul cavalletto, con la colonna centrale ritratta e con l’autoscatto a 10 secondi attivato per non rischiare di generare inopportune vibrazioni. Io stesso ho avuto problemi inizialmente a sfruttare questa funzione al meglio a causa delle condizioni esterne.

Naturalmente la scena ripresa non può essere dinamica, per quanto la fase di scatto sia molto veloce qualcosa che si muove apparirà come se lasciasse una scia.


Questa funzione ha generato un entusiasmo generalizzato che in parte comprendo e provo anch'io, ma tenderei in parte a ridimensionarlo per alcune criticità che ho riscontrato. Ho avuto la possibilità di fare delle prove e purtroppo Canon ha scelto di offrire ai suoi utenti esclusivamente la possibilità di salvare la propria foto in jpeg, non consentendo di salvare un file RAW. Inoltre un marchio come Panasonic, che questa funzione la adotta da anni - anche se senza riuscire a spingersi al limite raggiunto da Canon, per essere onesti fino in fondo - offre non solo il RAW della foto ad alta risoluzione, ma anche quello della prima fotografia scattata. In questo modo se si sta fotografando in contesto urbano e un pedone, una bicicletta o una macchina si dovessero muovere senza che il fotografo se ne accorga e non fosse possibile procedere con un recupero totale, allora il fotografo avrà sempre la fotografia a risoluzione normale da poter utilizzare. Un margine di sicurezza molto importante che secondo me dovrebbe essere implementato sulla EOS R5.

La motivazione di tale scelta potrebbe essere dovuta alla difficoltà di gestire file così grandi con le capacità hardware limitate di una fotocamera, anche di una prestante come la EOS R5. Fujifilm con la GFX100 ha trovato una soluzione interessante a questo problema: al fotografo vengono forniti dalla fotocamera solo gli scatti originali e per l'unione delle fotografie bisogna passare per un programma gratuito e molto intuitivo da utilizzare che consente di ottenere lo scatto ad alta risoluzione. Sicuramente è un processo più complesso, ma stiamo parlando di una funzione che non si usa tutti i giorni. Canon potrebbe fornire la stessa possibilità e in più offrire anche il jpeg già finito come fa ora per chi lo desidera, in questo modo sbaraglierebbe di fatto la concorrenza. Per offrire questa funzione Canon deve aver affrontato sfide tecniche tali che offrire un'applicazione del genere sarebbe un gioco da ragazzi per loro.


Dopo aver fatto delle prove quindi mi ritrovo allo stesso tempo a dover applaudire Canon per aver offerto una funzionalità interessante in modo del tutto gratuito ai possessori di EOS R5 senza che fosse obbligata a farlo, dall'altra mi ritrovo a dire che non offrendo il salvataggio in RAW e non aggiungendo il salvataggio di uno degli scatti a risoluzione normale Canon abbia avuto un'opportunità enorme di fare un grandioso goal e abbia preso il palo lasciando un po’ di amaro in bocca ai possessori della EOS R5.


Naturalmente mi auguro di essere smentito e che con un nuovo aggiornamento firmware Canon aggiunga quelle caratteristiche che renderebbero a prova di critico spietato - come devo apparire io in questo momento a parte dei lettori - questa interessante funzione.


LE FOTO SCATTATE DURANTE LA PROVA


Questa che vedete è la prima fotografia scattata. L'ho scattata in RAW a 45 megapixel di risoluzione. Ciò mi ha permesso di sfruttare pienamente l'ottima gamma dinamica del sensore in una giornata particolarmente difficile dal punto di vista delle luci, ma che l'elevata gamma dinamica del sensore ha permesso di sfruttare pienamente.



Questo invece è un dettaglio in dimensioni 1000x750 del RAW originale. Dovete considerare che se state vedendo la foto su uno schermo probabilmente la starete visualizzando con oltre il 100% di ingrandimento, quindi una certa morbidezza dello scatto è naturale.



Di seguito la foto scattata a 400 megapixel. La fotografia scattata in jpeg ha perso alcuni dettagli nel cielo, tuttavia la foto offre una buona qualità generale. Anzi, direi che è andata oltre le mie aspettative iniziali visto che i jpeg delle fotocamere di oggi hanno fatto passi da gigante, un buon motivo per avere una fotocamera di nuova generazione. Sulla strada le auto in movimento appaiono come scie, un risultato atteso e le cui motivazioni ho spiegato all'inizio dell'articolo.



Andando a esaminare il dettaglio - sempre a 1000x750, ma in questo caso partendo da un file 10 volte più grande avremo la sensazione di aver usato uno zoom rispetto all'altra fotografia - si vede che la giunzione è buona. Ripeto che anche in questo caso dovete considerare che se state vedendo la foto su uno schermo di un computer probabilmente la starete visualizzando con oltre il 100% di ingrandimento, quindi una certa morbidezza dello scatto è naturale. Inoltre per rendere la prova più complessa ho scelto un dettaglio sul bordo del fotogramma.

Per essere sicuro di portare a casa uno scatto ben riuscito ho fatto più prove, anche il semplice traffico cittadino può creare problemi quando si lavora con movimenti del sensore neanche percettibili per l'occhio umano, ma con le precauzioni prese devo dire che tutte le fotografie sono risultate utilizzabili.



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