Il Verascope e l’età d’oro della stereoscopia
- Rodolfo Felici

- 6 ore fa
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Nel 1893 a Parigi fu introdotto il Vérascope, una fotocamera stereoscopica ideata e prodotta da Jules Richard. L’apparecchio era progettato per l’uso con lastre di vetro nel formato 45×107 mm, cui si affiancò poco dopo il formato 40×107 mm, destinato a larga diffusione internazionale. La macchina contribuì in modo significativo alla circolazione della stereoscopia tra fotografi amatoriali, viaggiatori e collezionisti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

La fotografia stereoscopica si basa sulla ripresa simultanea di una scena da due punti leggermente distanziati, secondo il principio della visione binoculare descritto nel 1838 da . Le due immagini, osservate attraverso un visore dedicato, si ricompongono in un’unica percezione tridimensionale. Il Vérascope realizzava questa doppia esposizione mediante due ottiche affiancate calibrate sulla distanza interpupillare e un meccanismo di scatto simultaneo preciso e affidabile.

Il corpo metallico garantiva stabilità e corretto allineamento ottico, elementi fondamentali per ottenere un effetto stereoscopico convincente. Nel corso del primo Novecento furono prodotte diverse varianti del sistema e visori dedicati, tra cui il celebre Taxiphote, anch’esso legato alla produzione di Jules Richard. L’insieme di macchina, lastre e visore costituiva un sistema coerente per la produzione e la fruizione di immagini tridimensionali.

Il Vérascope non fu un caso isolato. Negli stessi anni altri importanti costruttori europei svilupparono fotocamere stereoscopiche compatte con doppia ottica parallela. In Germania aziende come , ed produssero apparecchi stereo di alta qualità, mentre in ambito anglosassone e francese continuarono a circolare modelli destinati sia al mercato amatoriale sia a quello professionale. Il Vérascope si inserisce in questo panorama industriale vivace, distinguendosi per la diffusione internazionale dei suoi formati e per la solidità costruttiva.

La stereoscopia non rimase confinata all’ambito domestico. Nelle principali capitali europee e nordamericane, studi fotografici e case editrici specializzate pubblicavano cataloghi di stereoscopie che comprendevano vedute urbane, monumenti, paesaggi, scene etnografiche ed eventi storici. Aziende come la e la distribuirono migliaia di immagini organizzate in serie tematiche, destinate al collezionismo privato, all’intrattenimento domestico e anche all’uso didattico in ambito scolastico e universitario.
Oggi un Vérascope in buono stato può ancora essere utilizzato. Le lastre nel formato storico sono reperibili tramite produttori specializzati o possono essere preparate artigianalmente; alcuni fotografi adattano la macchina a pellicole moderne tagliate su misura. Le coppie stereoscopiche possono essere osservate con un visore compatibile oppure digitalizzate per una fruizione contemporanea.
Il Vérascope rimane uno degli apparecchi più rappresentativi della stagione stereoscopica tra Otto e Novecento. Diffuso in migliaia di esemplari e inserito in un mercato internazionale di immagini tridimensionali, testimonia una fase precisa della storia fotografica in cui produzione tecnica, distribuzione editoriale e modalità di visione erano strettamente integrate.














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