• Rodolfo Felici

L'angolo dell'orrore: la famigerata Canomatic

Aggiornato il: 29 ott 2019


Oggi vorrei parlarvi di qualcosa che con la fotografia non ha nulla a che fare; a dire il vero non si meriterebbe neppure uno spazio su un blog di fotografia, eppure la Canomatic, un ridicolo attrezzo in plastica con un mattone al suo interno per farla diventare più pesante, continua ad essere proposta a prezzi del tutto assurdi su Subito, Facebook marketplace, Kijiji e simili.

Evidentemente l'orrido plasticone continua a mietere vittime, perciò è il caso di chiarire le cose una volta per tutte, ad uso di chi, giovane e inesperto, potrebbe cadere nella trappola per la quale è stata concepita. Dovete sapere che il famigerato attrezzo dal vago aspetto di una reflex veniva un tempo venduto negli autogrill o sui treni da personaggi avvezzi a rifilare un pacco a frettolosi viaggiatori del tutto digiuni di fotografia. Ci deve essere cascata tanta gente perché ancora ne circolano parecchie, troppe. A quanto pare molte delle persone che l'hanno acquistata non si sono mai rese conto di essere state raggirate, ma l'hanno semplicemente lasciata chiusa nell'armadio convinti di non saper usare una macchina così professionale. In fondo è il destino che è toccato anche a molte reflex blasonate regalate ai bambini per la prima comunione, o comprate per fare le foto delle vacanze ed usate una volta sola da chi non aveva reale interesse nella fotografia. A suo modo, la Canomatic ricopre una esigenza del mercato, e chi l'ha creata è stato un genio.

Pare sia stata "distribuita" con vari nomi, Canomatic, Olympia, Nokei, Nokina, tutti inventati per ricordare marche blasonate (Nikon e Canon un tempo usavano il marchio Nikkormat e Canonet per le loro linee prosumer, il che di certo favoriva la confusione). Quello che l'incanto acquirente si portava a casa, convinto di aver fatto un affare, era per l'esattezza una macchina a fuoco fisso (focus free come era indicato, cioè libera dall'ingombrante vincolo della messa a fuoco, una verità direi), uno chassis di plastica apposto per rivestire un pezzo di laterizio, un motore a trascinamento automatico, una lente singola a menisco, ed un diaframma fisso f/16. Praticamente lo stesso tipo di fotocamera che al tempo i bambini potevano trovare in omaggio nei fusti del dixan, ma molto più grande ed ingombrante.

Ho detto tutto. Accanirsi sulla Canomatic è come sparare sulla croce rossa. L'importante è sapere che se la vedete in un mercatino, su internet, nell'armadio di un vostro familiare, è necessario girare alla larga, o raggiungere la più vicina isola ecologica.

#Canomatic

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