• Rodolfo Felici

Riproponiamo l'Intervista a Richard I'Anson, fotografo Lonely Planet e Canon Master Australi

Aggiornato il: 29 ott 2019


Fotografi professionisti o amatori, sono sempre alla ricerca di luoghi e scorci da poter immortalare nelle loro fotografie, a chi fosse interessato la World Expeditions propone un viaggio tra l'Uzbekistan e il Turkmenistan fino al cratere Darvaza soprannominato "la porta dell'inferno", alla scoperta di posti indimenticabili. Il viaggio inizierà il 4 giugno 2019 e durerà 15 giorni, il costo non è proprio economico, ci vogliono € 4.000.

Il tutto sotto la guida esperta del celebre fotografo professionista Richard I'Anson, da noi intervistato a luglio e che di seguito vi riproponiamo l'intervista.

Buona Lettura!

Questo mese abbiamo l’onore di proporvi, dalle pagine del nostro blog di fotografia, una intervista esclusiva a Richard I'Anson, fotografo Lonely Planet, Canon Master ed autore di ben 12 libri fotografici scattati in 7 continenti.

Cosa ti affascina maggiormente della fotografia di viaggio? Quando e perché hai scelto di dedicarti a questa professione?

Ciò che amo di più nella fotografia di viaggio è l’incredibile varietà della tipologia di soggetti che incontro lungo la strada. Nei miei viaggi può capitarmi di essere da solo di fronte ad un’alba su un lago ghiacciato una mattina, e qualche settimana dopo in un tempio cinese, a trattare con una folla di persone durante una cerimonia. Come fotografo di viaggio ritraggo semplicemente qualsiasi cosa mi capiti di vedere, e penso che la mia forza in tutti questi anni sia stato proprio l’entusiasmo che provo nel fotografare qualunque soggetto.

Sebbene io scatti per professione foto destinate alla vendita, amo il fatto che ogni immagine abbia dietro una storia particolare: riguardo il soggetto, o il viaggio, o su come è stata scattata; spesso tutte e tre le cose. E posso rivivere le esperienze vissute ed tornare indietro nel tempo quando ritorno a casa e lavoro alle immagini.

Fin dal momento in cui ho ricevuto la mia prima macchina fotografica come regalo per il mio sedicesimo compleanno ho desiderato essere un fotografo. Quando avevo ventuno anni ho cominciato a lavorare in proprio, scattando ritratti e matrimoni. A venticinque anni ho intrapreso il mio primo viaggio oltreoceano, sette mesi in Asia e in Europa e da allora non ho smesso di viaggiare fotografando persone, posti ed ambienti naturali incontaminati.

Ci sono particolari lavori correlate a memorie ed emozioni, o a circostanze professionali particolari, che ti piacerebbe raccontarci?

Uno dei più interessanti ed emozionanti lavori su commissione che ho realizzato è stato un viaggio nella Georgia del sud e in Antartide come insegnante di fotografia privato per una coppia Australiana. Di solito conduco tour fotografici per gruppi di dodici persone, perciò è stato estremamente interessante lavorare con solamente due persone in un viaggio di tre settimane. E’ stata certamente un’opportunità unica per lavorare intensamente al miglioramento delle abilità fotografiche dei miei clienti sotto ogni aspetto e per supervisionare il loro lavoro in una maniera molto più profonda di quanto sia possibile fare di solito in un normale tour fotografico.

Un altro viaggio memorabile è stato quello a caccia delle aurore boreali. Finora è stato il mio miglior viaggio di sempre, e l’esperienza fotografica più emozionante. Ma ha rischiato di essere uno dei peggiori. Mi era concesso di rimanere a Tromso, Norvegia, solamente per quattro giorni, ed avevo prenotato un tour presso una compagnia di viaggio locale che mi avrebbe dovuto portare fuori all’aperto per tre notti più una di riserva, in caso di necessità. Funziona in questo modo: ti prelevano alle 5.30 di notte e ti conducono in giro ad osservare, poi, dodici ore più tardi, ti riportano indietro. Le prime due notti era nuvoloso, piovigginoso e faceva molto freddo. Non abbiamo visto nulla. Neppure la terza notte prometteva bene, ma proprio quando le guide stavano per perdere le speranze, li ho sentiti gridare “l’aurora è qui, eccola!”. Improvvisamente una lieve luce verde appena visibile è apparsa in un piccolo varco fra le nubi. Dopo due, lunghe fredde notti e ventisei ore totali in cui non avevamo visto nulla, questo era certamente meglio di niente. Tuttavia pensai che le guide stavano facendo solo del loro meglio per mantenere viva la nostra attenzione. Ma quando le nuvole hanno cominciato a diradarsi, il cielo si è illuminato con nastri verdi di luce, una rara corona rossa si è formata sulle nostre teste, raggi multicolore sono apparsi sopra le montagne, e l’acqua è diventata verde. Sono rimasto letteralmente senza respiro. E’ difficile descrivere l’emozione (e il sollievo), ma avevo letteralmente la pelle d’oca, e le lacrime agli occhi. Improvvisamente, a meno 20 gradi sotto zero, non sentivo più freddo.

C’è qualcosa che ti disturba nel comportamento dei turisti nei luoghi più visitati ed affollati?

Ciò che mi disturba maggiormente è la mancanza di rispetto mostrata da un numero sempre maggiore di persone verso ciò che stanno fotografando. Normalmente la cortesia ed il rispetto dovrebbero prevalere; chiedere il permesso prima di fotografare dovrebbe essere la normalità, invece prevale la presunzione che tutto sia concesso.

Non è una cosa difficile da fare. Io lavoro basandomi sul principio del trattare gli altri nella stessa maniera in cui mi aspetterei di essere trattato quando qualcuno vuole scattare una foto di me.

Che differenze ci sono fra viaggiare professionalmente al fine di scattare foto dal semplice viaggiare facendo foto? Quanto è importante pianificare in anticipo un viaggio? Pianifichi i viaggi in previsione delle condizioni climatiche, la luce, le cerimonie che verranno celebrate e così via?

Viaggiare per fare foto è totalmente differente dal semplice far foto durante un viaggio. Fare foto durante gli spostamenti raramente produce sufficienti opportunità per essere nel posto giusto al momento giusto.

Penso sia veramente importante pianificare in anticipo un viaggio e io faccio molte ricerche preventive sui posti ed i soggetti che intendo ritrarre. La prima cosa che controllo sempre sono le date delle cerimonie importanti, le festività nazionali ed i giorni di mercato. Controllo anche le previsioni del tempo. Creo una breve lista dei posti e dei soggetti che mi piacerebbe fotografare, e questo mi consente di tracciare un itinerario approssimativo su cui basare una stima dei giorni necessari, e di prevedere in quali giorni della settimana mi troverò in un posto in particolare. Provo anche a lasciarmi del tempo libero, per lasciarmi trascinare dalle sensazioni e scoprire posti meno conosciuti o viste particolari, e per poter catturare la vita quotidiana.

Lavori ai tuoi scatti appena tornato a casa o preferisci pianificare il tuo prossimo viaggio?

So che ogni anno è possibile vincere un viaggio di 10 giorni in tua compagnia come premio di un concorso indetto da World Nomads. Sarebbe possibile per i nostri lettori partecipare alle prossime edizioni dall’Italia?

Scatto in RAW, perciò ogni singola immagine deve essere sviluppata (utilizzo Adobe Lightroom) per ottenere un file utilizzabile. Il mio obiettivo è quello di produrre immagini che riproducano fedelmente il soggetto o la scena che ho visto. Eseguo uno sviluppo preliminare dei file RAW durante il viaggio, principalmente per poter vedere come sta procedendo il lavoro e per gustarmi le immagini. Il vero lavoro lo svolgo a casa su un computer molto più potente e di fronte ad un grande monitor Eizo. Quando non lavoro alle foto sicuramente mi godo il lavoro di pianificazione del viaggio successivo, un lavoro che porta via moltissimo tempo.

Ogni anno World Nomads, una compagnia di assicurazioni australiana, offre l’opportunità ad una persona di vincere una borsa di studio per un corso di fotografia di viaggio. Il programma per la borsa di studio è aperto a tutti, ed è possibile parteciparvi da tutto il mondo. Io mi reputo abbastanza fortunato da essere stato nominato mentore del programma. I vincitori mi raggiungono per uno stage di dieci giorni, in una nazione differente ogni anno, per un corso intensivo individuale.

Che tipo di attrezzature utilizzi durante i tuoi viaggi. Quanto è importante il peso della attrezzatura per il tipo di lavoro che fai?

La mia attrezzatura è la seguente:

  • Due corpi macchina EOS 1Dx MkII

  • Zoom Canon EF 16-35mm f/2.8 L III USM

  • Zoom Canon EF 24-70mm f/2.8 L II USM

  • Zoom Canon EF 70-200 f/2.8 L II USM

  • Zoom Canon EF 200-400 f/4 con convertitore 1.4x integrato

  • Treppiedi Gitzo G1228 in fibra di carbonio con testa sferica Induro

Porto sempre la stessa attrezzatura in ogni mio viaggio, fatta eccezione per lo zoom 200-400mm che utilizzo principalmente per la fotografia naturalistica. La mia scelta dell’attrezzatura è finalizzata ad ottenere la flessibilità di cui ho bisogno per catturare un ampio range di soggetti, e ad essere allo stesso tempo sufficientemente maneggevole da consentirmi di scattare rapidamente e con efficienza. Raramente lascio l’hotel senza entrambi i corpi macchina, uno con lo zoom 24-70mm e l’altro con il 70-200mm. Tuttavia la maggior parte delle mie foto sono scattate con il 24-70mm.

Un buon treppiede è uno strumento estremamente importante per ogni serio fotografo di viaggio. Tutti i miei panorami di città o paesaggio sono scattati con un treppiede, e ciò mi consente di ottenere immagini con un rumore minimo, con la massima profondità di campo e di utilizzare tempi di scatto lenti per ottenere effetti creativi.

Non considero molto il peso dell’attrezzatura. La mia scelta è dettata dalla necessità di ottenere immagini di un ampia tipologia di soggetti e luoghi in qualsiasi condizione, portando a casa file alla massima qualità possibile.

Torni spesso sui tuoi passi durante i tuoi viaggi per vedere nuovamente qualcosa che hai già fotografato e che sai essere interessante, magari con condizioni di luce differenti?

Si, torno sempre sui posti che reputo interessanti, a volte lo stesso giorno, o in tempi differenti nello stesso viaggio o in viaggi successivi. Trovo molto interessante vedere i luoghi in condizioni di luce differenti e osservare le differenti attività che vi accadono in momenti differenti del giorno o dell’anno.

Quali sono i primi posti che abitualmente visiti quando arrivi in un nuovo paese?

Tendo a raggiungere i punti panoramici per avere una visuale più ampia. Mi piace anche visitare i mercati ed i luoghi di culto, perché questi luoghi sono spesso punti importanti per le attività della comunità ed offrono quasi certamente una varietà di opportunità fotografiche.

Come ti comporti quando fotografi le persone? Devi essere abbastanza invisibile da non disturbare la scena ma allo stesso tempo far percepire la tua presenza?

Scatto moltissime foto di persone, sia primi piani che ritratti ambientati. Per ottenere foto di persone veramente buone, credo che sia necessario avvicinarsi al soggetto. Chiedo sempre il permesso prima di scattare la foto di qualcuno, la vedo come una forma di cortesia necessaria. Chiedere il permesso ti consente di utilizzare la lente migliore, di avvicinarti a sufficienza da poter riempire l’inquadratura, e ti da l’opportunità di scattare più foto in sequenza, o di comunicare con la persona ritratta se necessario.

Pianifico lo scatto prima di avvicinarmi al soggetto. Penso alla composizione e mi assicuro di avere la lente giusta montata sulla macchina. Decido se il ritratto debba essere ambientato, orizzontale o verticale. Decido anche quale punto di vista ritengo funzioni meglio. Studio le luci sul volto della persona e controllo da dove provengono, e questo mi consente di posizionarmi correttamente. Essere organizzato ed efficiente mi consente di minimizzare le attenzioni rivolte a ciò che sto facendo, e aiuta il mio soggetto a rimanere rilassato con il risultato di ottenere foto molto più naturali. Infine, mi diverto a condividere le foto mostrando il risultato sullo schermo LCD della fotocamera. E’ una bella maniera per ringraziare, e per lasciare alla persona un ricordo positivo del loro incontro con me.

Ho visto le tue incredibili immagini del Festival dell’Uomo Nudo in Giappone o degli edifici di ghiaccio in Ladakh. Potresti raccontarci qualcosa in più su queste immagini in particolare?

Ad Okayama, in Giappone, ogni anno oltre novemila uomini, con indosso solamente un perizoma, si affollano sulla piattaforma del tempio Saidaiji per partecipare all’Hadaka Matsuri, o “Festival dell’uomo nudo”. Il sacro bastone viene lanciato tra la folla dal sacerdote del tempio e gli uomini si arrampicano per afferrarlo e per portarlo al traguardo sul suolo del tempio. Si crede che chi vi riesce abbia garantito in premio un anno di buona fortuna.

In inverno, in Ladakh, una piccola regione nello stato indiano di Jammu e Kashmir nell’Himalaya indiano, vengono costruite delle strutture di ghiaccio in punti strategici sopra ai campi dei villaggi in modo che durante gli asciutti mesi estivi le acque in scioglimento possano irrigare i campi e le colture. Vengono definiti Stupa di ghiaccio, perché la forma della struttura ricorda quella di uno Stupa, il monumento distintivo che si trova in tutto il mondo buddista e che viene utilizzato come mausoleo o contenitore di oggetti sacri.

So che pianifichi i tuoi viaggi in anticipo. Quali sono i prossimi paesi che visiterai?

La maggior parte dei miei viaggi sono progettati con aumento 12 mesi di anticipo. Nel 2018 dovrò essere ad Hong Kong, in Cina, Cambogia, Myanmar, Madagascar, Kenya e Tanzania, ed altri due luoghi che devo ancora stabilire. Sto già pianificando i viaggi del 2019, i viaggi confermati per quell’anno sono Finlandia e Norvegia, la Georgia del sud, l’Antartide e la Papua Nuova Guinea.

Richard I'Anson

Richard I'Anson è un fotografo libero professionista che ha costruito la sua carriera unendo le sue due grandi passioni, quella per i viaggi e per la fotografia. Negli ultimi 33 anni ha viaggiato per il mondo, accumulando collezione significativa e avvincente di immagini di persone e luoghi in più di 90 paesi in tutti e sette i continenti.

Le sue immagini sono pubblicate in tutto il mondo su libri, riviste, giornali, brochures, calendari, poster, cartoline e siti web. Richard ha pubblicato dodici libri incluse cinque edizioni del best seller Lonely Planet “Guida alla fotografia di viaggio”, ed i libri grande formato “Australia: 42 Great Landscape Experiences”, e “Nepal and India: essential encounters”.

Richard è stato uno dei cinque fotografi selezionati per la prima serie del canale documentario televisivo del National Geographic (ora su Netflix). E’ un Master of Photography premiato dall’Australian Institute of Professional Photography (AIPP) e rappresenta Canon Australia in qualità di Canon Master Photographer.

Le sue foto sono distribuite da Getty Images.

Quando non è in viaggio Richard vide a Sydney, Australia. Per maggiori informazioni su Richard e sulla sua fotografia è possibile consultare

www.richardianson.com, Instagram or Facebook.

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