• Rodolfo Felici

Intervista a Saulius Kerikas, maestro del ritratto femminile

Aggiornato il: 29 ott 2019


Abbiamo intervistato per voi il fotografo di Boston Saulius Kerikas, Fuji X-Photographer specializzato in evocativi ritratti femminili.

Mr. Kerikas, le auguro un caloroso benvenuto, grazie per aver accolto il nostro invito e per essere ospite sulle pagine di Fotografiamo. Posso chiederti quando hai deciso di diventare un fotografo professionista e perché? Come ha avuto inizio il tuo percorso artistico e cosa significa per te la fotografia?

Ho sempre apprezzato la fotografia come forma d’arte da quando ero bambino ed osservavo le riviste di fotografia a cui mio padre era abbonato. Lui aveva una macchina fotografica e sviluppava i suoi rullini chiuso nel bagno. Ho cominciato a fotografare quando ho avuto il mio primo figlio, ma si trattava solamente di foto di famiglia e di vacanza scattate in modalità automatica, perché non sapevo niente su come funzionano le macchine fotografiche. Qualche anno fa il mio interesse nella fotografia è maturato fino ad un punto in cui ho cominciato ad imparare e a sperimentare di più con tempi, diaframmi, lunghezze focali, ISO e composizione. Poco dopo ho cominciato a fotografare le persone e questa è diventata una mia grande passione. Per un certo tempo è stato principalmente un hobby, ma questo anno ho cominciato a pubblicizzare il mio lavoro di più. Non so se posso ancora definirmi un fotografo professionista, ma esplorerò questa possibilità andando avanti.

Lavori su commissione o scegli personalmente modelle e location?

E’ una domanda interessante. Principalmente sono pagato da clienti privati. Vengono al mio studio o in un posto selezionato da loro, che può essere un parco, una città, casa loro o un ufficio. Progetti personali a parte, tendo a collaborare con i truccatori, modelle e designer e tutti insieme decidiamo o suggeriamo idee differenti per il servizio fotografico.

Quanto è importante per te pianificare in anticipo i luoghi, l’atmosfera o le luci giuste per un servizio fotografico?

Mi piace pianificare qualcosa prima di un servizio. Come minimo, ho bisogno di sapere se si svolgerà in spiaggia, in un parco o al coperto Se si svolgerà in studio, preferisco preparare alcune luci e set up in anticipo, per poter essere più efficiente durante il servizio e non dovermi preoccupare troppo delle luci. La pianificazione aiuta, ma qualche volta non puoi progettare tutto in anticipo e devo capire tutto sul set e fare le regolazioni secondo necessità. Qui è dove entra in gioco l’esperienza passata, ed è molto importante per correggere rapidamente e produrre buoni risultati. Parte del mio lavoro consiste semplicemente nel chiedere ad una ragazza se le piacerebbe posare per me, e senza troppa preparazione semplicemente usciamo e proviamo al lavorare con le location intorno a noi. Certamente pianificherò di scattare qualcosa in location più spettacolari in futuro.

C’è una immagine a cui sei particolarmente affezionato di cui ti piacerebbe raccontarci i retroscena?

Si, c’é un’immagine da un servizio con una amica e musa creativa, Gintare, in cui ho provato ad utilizzare un flash esterno. E’ stata una sfida per me perché era la prima volta che lo utilizzavo e non potevo controllare a distanza il flash, non avevo il TTL (through-the-lens metering, ossia la misurazione dell’esposizione attraverso la lente, senza l’ausilio di esposimetri esterni, ndr), e neppure l’HSS (High Speed Sincro Flash, la capacità di alcune fotocamere di utilizzare tempi elevati di scatto in combinazione con il flash, ndr) ed era una giornata molto luminosa con nubi occasionali e non avevo molto tempo per scattare visto che volevamo esplorare la location e fare molte altre pose quel giorno. Ho dovuto usare i filtri ND, correre al flash per regolare la potenza e la luce ambiente continuava a cambiare ad ogni breccia nelle nubi, ma alla fine ha funzionato tutto bene e quella foto è tuttora una delle mie preferite da alcuni anni ormai.

Potete vederla qui sotto.

Come ti relazioni al soggetto quando realizzi un ritratto? C’è un feeling magico che è necessario costruire? In questo caso come cerchi di ottenerlo?

All’inizio di una sessione di ritratto parlo con il soggetto, chiedo qualcosa di semplice, magari qualcosa su di lei, così più tardi posso porle una domanda correlata e questo ci aiuta a dimenticare per qualche secondo che la sto fotografando , inoltre descrivo sommariamente come si svolgerà il servizio fotografico, quanto durerà etc.

Cominciamo con lo scattare alcune foto di prova per regolare le luci, ed utilizzo quel tempo per vedere se si sente a suo agio, rilassata e naturale, o se ha bisogno di più tempo per “riscaldarsi”. Durante la sessione di scatto dico qualche parola di incoraggiamento, do qualche piccola indicazione sulla posa che mantiene il soggetto attivo e coinvolto e meno auto-consapevole. Nella mia esperienza, i momenti magici vanno e vengono e possono essere molto brevi. Il mio lavoro consiste nel catturarli oppure… provare a farli accadere di nuovo :-D

So che preferisci utilizzare attrezzatura Fuji. Perché hai fatto questa scelta (con cui concordo pienamente, ho fatto anche io la stessa scelta anni fa)? Quale attrezzatura preferisci?

Ad un certo punto ho deciso di fare un salto di qualità verso una fotocamera più seria della mia point-and-shoot, ma non volevo qualcosa di grosso e costoso fintanto che non fossi sicuro che una fotocamera più seria era qualcosa di cui realmente avevo bisogno e che desideravo. Questo è successo quando ho notato per la prima volta la Fuji X-Pro1. Mi piacevano le sue dimensioni ed il design retrò in particolare modo, che la rendevano così differenti dalle altre grandi DSLR. Tuttavia sembrava costare un po’ di più di quanto avevo intenzione di spendere, perciò ho finito per prendere una Fuji X-M1 che era piccola, aveva la stessa incredibile qualità di immagine ed era veramente economica. Mi piacciono le mirrorless Fuji per la stessa ragione per cui piacciono a molte altre persone: gran design, ergonomia, qualità degli obiettivi ed aggiornamenti firmware. Al momento possiedo una X-T2 ed una GFX50, ma in passato ho avuto anche una X-T1 ed una X-Pro2.

Al giorno d’oggi coloro che lavorano con le modelle fanno un uso intensivo della post produzione. Qual’é il tuo orientamento in tal senso?

Per me la post produzione è molto importante. Il mio amore per essa è cominciato quando ho scoperto ritratti eccezionali di Sean Archer and Georgy Chernyadyev.

Per ogni nuovo set di immagini cerco di creare uno specifico e particolare look.

Sperimento in Lightroom per cominciare e poi esporto in Photoshop, per poi tornare di nuovo in Lightroom. Non uso dei preset. Diventa noioso avere una serie di immagini (per clienti commerciali ad esempio) che hanno tutte esattamente lo stesso look. Mi piace regolare alcuni dei colori e provo sempre a migliorare i toni della pelle rimuovendo il rosso in eccesso, riducendo i colori alterati dalla luce cattiva etc.

Pongo anche molta attenzione a contrasto e saturazione. Qualcosa che non faccio mai di solito è sostituire il cielo, o aggiungere falsi riflessi, falso fumo, falsa neve etc.

O forse devo solo imparare a farlo bene? :-D

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Dear, Mr. Kerikas, I wish you a warm welcome on the pages of Fotografiamo. Thanks for accepting our invitation.

Could I ask you when you decided to become a professional photographer, and why? How began your artistic path and what photography means for you?

I always appreciated photography as an art form since I was a small child looking at the photography magazines that my father subscribed to. He also had a camera and developed his own film locked up in the bathroom. I started photographing when I had my first child, but these were only family and vacation pictures done in automatic mode since I didn’t know anything else about how cameras work. A few years ago, my interest in photography developed to a point where I started learning and experimenting more with exposure, aperture, focal length, ISO, composition. Soon, I started photographing people and it became a big passion of mine.. For a while it was mostly a hobby, but this year I started marketing myself more.. I don’t know if I’m a professional photographer yet, but I will explore this possibility going forward

Do you work on commission or do you choose locations and models?

An interesting question.. I mostly get paid by private clients. They come to my studio or I go to a place that the client selects.. It could be a park, city, their home, office. As far as personal projects, I tend to collaborate with make up artists, models and designers and we all decide or suggest different ideas for the shoot..

How much is important for your work to plan in advance the location, the atmosphere and the light right for a photoshoot?

I like to do some planning before a shoot. At a minimum, I need to know if this will be a beach or park or city or indoors If shooting in studio, I like to prepare a few light set ups in advance, so just to be much more efficient during the shoot and not worry about the lights too much. Preparation helps, but sometimes you cannot plan much and you have to figure it all out on the set and adjust as needed. That’s were past experience comes into play and is very important in order to adjust quickly and still produce great result.. Some of my work is simply asking a girl if she would like to model and with not much preparation we just go outside and try to work with the location around us.. I will definitely plan to shoot something in more epic locations in the future.

Is there an image you are particularly attached to that you would like to tell us the story behind the scenes?

Yes, there’s an image from a shoot with a friend and creative muse Gintare where I tried using an off camera flash. It was very challenging to me because it was my first time and because I could not control the flash power remotely, I didn’t have TTL and I didn’t have HSS and it was a bright day with occasional clouds and I didn’t have a lot of time for one shot since we wanted to explore the location and do many more looks that day.. I had to use ND filters, run to the flash to adjust its power and the ambient light kept changing with each break in the clouds, but in the end it worked out well and that picture is still one of my favorites for a few years now. See below.

How do you relate to the subject when you take a portrait? Is there a magic feeling that you need to build? If so, how do you try to reach it?

In the beginning of a portrait session I try to chat with the subject, ask something simple, maybe something about them, so later, I can ask a related question and thus help them forget that they are being photographed for a second , I also briefly describe the shooting process, how long it will take, etc.. We start with taking some test shots to “adjust the lights” and I use that time to see if they look comfortable, relaxed and natural or if they need a little more time to “warm up”. During the shoot, I say some encouraging words, give some small posing directions which keeps the subject active and involved and less self-conscious. In my experience, the magic moments come and go and they can be very brief. It’s my job to capture them or.. try to make them happen again. :-D

I know that you prefer to use Fuji equipment. Why did you make this choice (which I fully agree with, I do the same)? What equipment do you prefer?

At some point I decided to upgrade to a more serious camera from my point-and-shoot, but I didn’t want a big and expensive one until I was sure that a more serious camera is something I needed and wanted.. That’s when I noticed Fuji X-Pro1. I liked it’s size and especially the retro design which seemed so different from all the other big DSLRs.. But it was a little bit more than I wanted to spend, so that’s how I ended up getting a Fujifilm X-M1 which was small, had the same amazing image quality and very affordable. I like Fuji mirrorless cameras for the same reasons that many others do: great design, ergonomics, lenses, firmware upgrades. I currently own X-T2 and GFX50s, but also owned X-T1 and X-pro2 in the past

Nowadays those who work with models make a massive use of post-production. What is your orientation in this sense?

For me post-production is very important.. My love with it started when I discovered amazing portraits by Sean Archer and Georgy Chernyadyev. For each new set of pictures, I try to come up with its own look. I experiment in Lightroom to begin with and then I go to Photoshop and then back to LR. I don’t have a standard look or preset.. It becomes boring to me if I have to do a series of pictures (for commercial clients, for example) with exactly the same look.. I like to tweak some of the colors and I always try to improve skin tones by removing excessive redness, reducing color casts caused by bad light, etc. I pay attention to contrast and saturation as well.. Some things I don’t usually do is replace the sky, or add fake sun glare, fake smoke, fake snow, etc.. Maybe, I just need to learn how to do it well?

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