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  • Rodolfo Felici

Intervista a Saulius Kerikas, maestro del ritratto femminile

Abbiamo intervistato per voi il fotografo di Boston Saulius Kerikas, Fuji X-Photographer specializzato in evocativi ritratti femminili.

Mr. Kerikas, le auguro un caloroso benvenuto, grazie per aver accolto il nostro invito e per essere ospite sulle pagine di Fotografiamo. Posso chiederti quando hai deciso di diventare un fotografo professionista e perché? Come ha avuto inizio il tuo percorso artistico e cosa significa per te la fotografia?


Ho sempre apprezzato la fotografia come forma d’arte da quando ero bambino ed osservavo le riviste di fotografia a cui mio padre era abbonato. Lui aveva una macchina fotografica e sviluppava i suoi rullini chiuso nel bagno. Ho cominciato a fotografare quando ho avuto il mio primo figlio, ma si trattava solamente di foto di famiglia e di vacanza scattate in modalità automatica, perché non sapevo niente su come funzionano le macchine fotografiche. Qualche anno fa il mio interesse nella fotografia è maturato fino ad un punto in cui ho cominciato ad imparare e a sperimentare di più con tempi, diaframmi, lunghezze focali, ISO e composizione. Poco dopo ho cominciato a fotografare le persone e questa è diventata una mia grande passione. Per un certo tempo è stato principalmente un hobby, ma questo anno ho cominciato a pubblicizzare il mio lavoro di più. Non so se posso ancora definirmi un fotografo professionista, ma esplorerò questa possibilità andando avanti.



Lavori su commissione o scegli personalmente modelle e location?


E’ una domanda interessante. Principalmente sono pagato da clienti privati. Vengono al mio studio o in un posto selezionato da loro, che può essere un parco, una città, casa loro o un ufficio. Progetti personali a parte, tendo a collaborare con i truccatori, modelle e designer e tutti insieme decidiamo o suggeriamo idee differenti per il servizio fotografico.


Quanto è importante per te pianificare in anticipo i luoghi, l’atmosfera o le luci giuste per un servizio fotografico?


Mi piace pianificare qualcosa prima di un servizio. Come minimo, ho bisogno di sapere se si svolgerà in spiaggia, in un parco o al coperto Se si svolgerà in studio, preferisco preparare alcune luci e set up in anticipo, per poter essere più efficiente durante il servizio e non dovermi preoccupare troppo delle luci. La pianificazione aiuta, ma qualche volta non puoi progettare tutto in anticipo e devo capire tutto sul set e fare le regolazioni secondo necessità. Qui è dove entra in gioco l’esperienza passata, ed è molto importante per correggere rapidamente e produrre buoni risultati. Parte del mio lavoro consiste semplicemente nel chiedere ad una ragazza se le piacerebbe posare per me, e senza troppa preparazione semplicemente usciamo e proviamo al lavorare con le location intorno a noi. Certamente pianificherò di scattare qualcosa in location più spettacolari in futuro.



C’è una immagine a cui sei particolarmente affezionato di cui ti piacerebbe raccontarci i retroscena?


Si, c’é un’immagine da un servizio con una amica e musa creativa, Gintare, in cui ho provato ad utilizzare un flash esterno. E’ stata una sfida per me perché era la prima volta che lo utilizzavo e non potevo controllare a distanza il flash, non avevo il TTL (through-the-lens metering, ossia la misurazione dell’esposizione attraverso la lente, senza l’ausilio di esposimetri esterni, ndr), e neppure l’HSS (High Speed Sincro Flash, la capacità di alcune fotocamere di utilizzare tempi elevati di scatto in combinazione con il flash, ndr) ed era una giornata molto luminosa con nubi occasionali e non avevo molto tempo per scattare visto che volevamo esplorare la location e fare molte altre pose quel giorno. Ho dovuto usare i filtri ND, correre al flash per regolare la potenza e la luce ambiente continuava a cambiare ad ogni breccia nelle nubi, ma alla fine ha funzionato tutto bene e quella foto è tuttora una delle mie preferite da alcuni anni ormai.

Potete vederla qui sotto.


Gintare Raminta

Come ti relazioni al soggetto quando realizzi un ritratto? C’è un feeling magico che è necessario costruire? In questo caso come cerchi di ottenerlo?


All’inizio di una sessione di ritratto parlo con il soggetto, chiedo qualcosa di semplice, magari qualcosa su di lei, così più tardi posso porle una domanda correlata e questo ci aiuta a dimenticare per qualche secondo che la sto fotografando , inoltre descrivo sommariamente come si svolgerà il servizio fotografico, quanto durerà etc.

Cominciamo con lo scattare alcune foto di prova per regolare le luci, ed utilizzo quel tempo per vedere se si sente a suo agio, rilassata e naturale, o se ha bisogno di più tempo per “riscaldarsi”. Durante la sessione di scatto dico qualche parola di incoraggiamento, do qualche piccola indicazione sulla posa che mantiene il soggetto attivo e coinvolto e meno auto-consapevole. Nella mia esperienza, i momenti magici vanno e vengono e possono essere molto brevi. Il mio lavoro consiste nel catturarli oppure… provare a farli accadere di nuovo :-D


So che preferisci utilizzare attrezzatura Fuji. Perché hai fatto questa scelta (con cui concordo pienamente, ho fatto anche io la stessa scelta anni fa)? Quale attrezzatura preferisci?


Ad un certo punto ho deciso di fare un salto di qualità verso una fotocamera più seria della mia point-and-shoot, ma non volevo qualcosa di grosso e costoso fintanto che non fossi sicuro che una fotocamera più seria era qualcosa di cui realmente avevo bisogno e che desideravo. Questo è successo quando ho notato per la prima volta la Fuji X-Pro1. Mi piacevano le sue dimensioni ed il design retrò in particolare modo, che la rendevano così differenti dalle altre grandi DSLR. Tuttavia sembrava costare un po’ di più di quanto avevo intenzi