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Italia al World Press Photo 2026: Chantal Pinzi e i cavalli del Marocco


Anche quest'anno l'Italia ha la sua rappresentanza nei vincitori regionali del World Press Photo. Tra i quarantadue fotografi premiati nell'edizione 2026 c'è infatti Chantal Pinzi, autrice italiana selezionata nella categoria Stories per la regione Africa con il progetto "Farīsāt: Gunpowder's Daughters", pubblicato sull'agenzia Panos Pictures.


Il lavoro racconta l'esperienza delle donne marocchine che si dedicano alla tbourida, una tradizione equestre riconosciuta dall'Unesco e storicamente riservata agli uomini. Le compagnie di cavalieri galoppano insieme, in formazione, sparando con i fucili in una coreografia che simula una carica di cavalleria. La pratica risale al XVI secolo. Storicamente le donne ne sono state escluse, ma a partire dalle riforme del codice di famiglia marocchino del 2004, hanno cominciato a rivendicare il loro spazio in questa disciplina. La fotografia di Pinzi che è arrivata in cima alla selezione ritrae Noura, una giovane cavallerizza, mentre cerca di controllare il suo cavallo subito dopo aver sparato col fucile, fase più rischiosa dell'esibizione.


Chantal Pinzi è una fotografa documentarista milanese, attiva nel reportage di lungo periodo su temi legati alla sport e ai diritti delle donne. Negli ultimi anni ha lavorato anche in Pakistan, India e Marocco, costruendo storie che mettono al centro le pratiche sportive come spazio di rivendicazione.


Il progetto vincitore al World Press Photo 2026 è il risultato di mesi di permanenza nelle scuderie marocchine, con un approccio che ha richiesto la costruzione di un rapporto di fiducia con le sportive coinvolte. La pratica della tbourida, come molti rituali tradizionali, è poco aperta agli osservatori esterni, e ancora meno a chi voglia documentare un cambiamento al suo interno.


Va segnalato che anche un altro italiano è presente nei premi internazionali: la regione Africa, sezione Stories, ha visto premiato il fotografo Luis Tato dell'agenzia AFP per una serie sulle proteste della Generazione Z in Madagascar.


L'edizione 2026 del World Press Photo è strutturata, come dal 2021, secondo un modello regionale: le sei aree geografiche del concorso sono Africa, Asia Pacifico e Oceania, Europa, America del Nord e Centrale, America del Sud, e Asia Occidentale, Centrale e Meridionale. Quest'anno trentuno dei quarantadue vincitori provengono dagli stessi luoghi che hanno raccontato.


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