• Rodolfo Felici

La miglior reflex 35mm costa quanto una pizza: la Pentax MV1

E' quasi il primo aprile, per cui potete considerarlo uno scherzo. Ovviamente non esiste la miglior reflex 35mm: la miglior macchina fotografica è quella che avete con voi nel momento del bisogno, o quella che vi fa venir voglia di uscire a scattare foto.


Che pensereste però se vi dicessi che è possibile acquistare una reflex full frame (a pellicola) che ha gli stessi ingombri di una Leica M, un peso inferiore a quest'ultima ed ottiche eccellenti, per meno di 30 euro? Ebbene tale macchina non solo esiste, ma è evidentemente una delle fotocamere più sottovalutate della storia: il suo nome è Pentax MV1, e fu prodotta nel 1981 (splendida annata). È sempre stata considerata una versione "povera" della Pentax ME (o della ME Super), uscite qualche anno prima; personalmente però la ritengo in qualche modo una evoluzione rispetto alle sorelle maggiori, vi spiego il perché.


Innanzitutto era prodotta solo di colore nero. Non ho nulla contro le fotocamere color argento, che sono bellissime, ma la colorazione nera un tempo era più ricercata, costava di più ed era in qualche modo considerata un optional riservato ai professionisti. È tuttora opinione comune che la colorazione scura conferisca in qualche modo dei poteri "stealth" alla fotocamera, e che per questo sia il colore più adatto a macchine pensate per la cosiddetta "street photography". Ovviamente non è sufficiente che una fotocamera sia nera per renderla invisibile, ma in effetti può costituire un piccolo aiuto. Indossata a tracolla su un giaccone scuro e tenuta sotto il braccio, la piccola MV1 diventa quasi invisibile, ha un suo. Fascino discreto, bisogna farci caso, non dichiara al mondo la sua presenza come l'equivalente silver.

L'altro punto di forza della MV1 è proprio quello che ne ha decretato l'insuccesso commerciale, e che fa sì che il prezzo sul mercato dell'usato sia tuttora incredibilmente basso per una fotocamera che può montare l'intero parco ottiche Pentax K: la MV1 funziona solamente a priorità dei diaframmi, impostando i tempi in automatico senza fornire alcuna indicazione su di essi. Dispone solamente di un led verde o rosso nel mirino, (esattamente lo stesso sistema adottato dalla Yashica Electro 35 per dire), una specie di semaforo per suggerire a chi scatta di chiudere o aprire il diaframma in caso che l'apertura impostata sia del tutto incompatibile rispetto alle condizioni di luce. In pratica è una reflex "point and shoot" a fuoco manuale, nera, più piccola di una Leica M, che costa come una pizza quattro stagioni, dolcetto e caffè. Come sarebbe possibile non amarla? Il sito ufficiale Pentax la descrive come un progetto nato insieme agli zoom k-mount, pensata per permettere al fotografo di concentrarsi su composizione e messa a fuoco. In effetti, togliere una variabile all'equazione che porta alla realizzazione di una buona foto può essere un'ottima idea. Gli zoom erano appena apparsi sul mercato nel 1981, erano ovviamente privi di messa a fuoco automatica e di solito erano del tipo che consentiva il cambio di focale e il focheggiamento con un unico gesto, per mezzo di un'unica grande ghiera sul barilotto. Con un po' di pratica la MV1 poteva essere usata insieme al suo zoom Takumar 80-200mm con rapidità e scioltezza tali da competere con i moderni autofocus. Per inciso, gli zoom Takumar della serie K si trovano anche essi al costo di una pizza, poiché ritenuti di qualità inferiore rispetto a quelli M42. Takumar era il nome che Pentax dava a tutte le sue ottiche, fino a che non ha cambiato l'innesto nel 1975, adottando la baionetta K. Da allora le ottiche hanno cominciato a riportare solamente la dicitura SMC Pentax, e il nome Takumar, dato in onore del pittore di Nippo-americano Takuma Kajiwara (梶原啄磨 Kajiwara Takuma), il cui fratello Kumao Kajiwara fondò la Asahi Optical, divenne il marchio adottato per le ottiche entry level della casa nipponica. Personalmente, considero gli zoom Takumar delle ottiche eccellenti, divertenti da usare ed incredibilmente sottovalutate. Se siete fortunati come lo sono stato io (per ben due volte) potreste trovarne una già attaccata alla vostra MV1, il tutto al costo del solo corpo macchina. C'è da dire però che la MV1, con un ottica del genere, perde molto del suo fascino, legato alle dimensioni veramente ridotte. Con un 50mm la MV1 è ancor più piccola delle Olympus OM ai quali Pentax si è certamente ispirata per la sua serie M. Il mio consiglio è di utilizzarla con l'ottimo 50mm f1.7, o con il 50mm f2, ancor più compatto. Anche questi ultimi si possono trovare a prezzi irrisori.

Insomma, la MV1 costa pochissimo, ha gli ingombri di una mirrorless, è leggera, e monta ottiche eccellenti. Con questa fotocamera ho scattato alcuni dei ritratti a cui tengo di più.

Non fornisce indicazioni sui tempi, e con questo? Da quando in qua l'indicatore dei tempi è necessario per scattare una buona foto? L'arte vive di limiti, e come spiega la stessa Pentax sul suo sito l'automatismo in questione non costituisce affatto un limite, anzi è stato pensato per eliminare una potenziale fonte di distrazione per il fotografo.

Passeggiare all'alba sulla spiaggia, con una Pentax MV1 caricata con pellicola Tri-X è una esperienza unica che nessuna Leica Monochrom da 7.314 euro (prezzo attuale solo corpo) potrà mai darvi. E poi la MV1 ha comunque un tempo meccanico di 1/100sec che potete utilizzare in caso di necessità, se desiderate usarla in manuale con la del 16, con un esposimetro esterno o se esaurite le batterie.


Alcune foto di esempio scattate con la Pentax MV1:

https://www.flickr.com/photos/rodolfofelici/albums/72157623565086687


Una pagina sulla fotocamera in questione:

https://camerapedia.fandom.com/wiki/Pentax_MV1

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